Prof. ucciso a Melito, la freddezza dell’assassino: offre una sigaretta al cugino della vittima

Prof. ucciso a Melito, la freddezza dell’assassino: offre una sigaretta al cugino della vittima

L’episodio a poche ore dall’efferato delitto. Stando a quanto emerso, alla base di tutto ci sarebbe una questione di soldi. Porcelli avrebbe infatti chiesto un prestito alla vittima


MELITO DI NAPOLI – Aveva ucciso da poche ore a coltellate il professor Marcello Toscano, 64 anni, all’interno della scuola dove lavoravano, la “Marino Guarano”, di Melito di Napoli. Il presunto assassino, Giuseppe Porcelli, bidello dell’istituto e possessore delle chiavi, incontra il cugino di Toscano, il nostro collega Marcello Curzio. Come nulla fosse, forse non sapendo della parentela tra lui e la vittima, lo avvicina e gli chiede: “Che c’è, state nervoso? Se volete vi offro una sigaretta”. Il tutto, come raccontato dallo stesso Curzio, “con estrema tranquillità”. In quel momento, il professor Toscano, insegnante di sostegno, non era ancora ufficialmente vittima di un efferato omicidio ma soltanto una persona scomparsa. Toscano è invece stato ucciso con sei coltellate all’addome. L’episodio conferma la totale freddezza, il totale cinismo di un uomo che, solo poche ore prima, si era macchiato, con tutta probabilità, di un delitto orribile. Le prove sembrano schiaccianti: dalle immagini della videosorveglianza, che hanno ripreso i suoi movimenti, agli indumenti sporchi di sangue.

Stando a quanto emerso, alla base di tutto ci sarebbe una questione di soldi. Il carnefice avrebbe infatti chiesto un prestito alla vittima per l’apertura di un’attività commerciale. Stando a quanto abbiamo appreso, però, non sembra che Toscano disponesse di grosse somme di denaro, tale da consentire prestiti onerosi. Porcelli, intanto, è in stato di fermo ma non ha ancora confessato il delitto.