Arrestato garante dei detenuti, Arzillo: “Prevedibile operato Ioia, si rifletta su chi lo ha nominato”

Arrestato garante dei detenuti, Arzillo: “Prevedibile operato Ioia, si rifletta su chi lo ha nominato”

Ioia ha un passato da narcotrafficante per cui ha scontato 22 anni di reclusione


NAPOLI – Quando il Garante dei detenuti diventa l’amico dei detenuti. C’è anche il Garante per i detenuti del Comune di Napoli, Pietro Ioia, tra gli otto destinatari della misura cautelare emessa dal gip di Napoli dopo le indagini dei carabinieri su una società creata per introdurre in carcere droga e telefonini cellulari. Ioia, ex detenuto per spaccio, approfittava dei colloqui per portare a Poggioreale hashish e cocaina per diverse migliaia di euro.

Arzillo: “Persona non adatta al ruolo”

“Il problema non è il ruolo assolto dal Garante, che ha una sua funzione istituzionale; il problema è quando si assumono persone non adatte a ricoprire quel ruolo, quando la scelta è politica, divisiva, con evidenti debolezze morali, quando si nominano soggetti che il carcere non lo vivono come strumento di riabilitazione e rieducazione sociale ma come un complesso murario da abbattere umiliando così chi ci lavora, in quel mondo”, è quanto dichiara in una nota Antonio Arzillo,  consulente della commissione bicamerale Antimafia.

“Fa una certa impressione rivederlo in foto istituzionali scattate appena ieri nella sala del Consiglio Regionale, tra l’altro – ironia della sorte – con la targa di Siani alle sue spalle, in compagnia degli altri Garanti che discutevano delle proposte da dare al nuovo governo, oramai ritenuto avversario”, continua Arzillo. “Un’occasione questa per avviare un momento di riflessione su chi l’ha nominato e su chi gli ha concesso credibilità”.

Da chi fu nominato garante Pietro Ioia?

Nel 2019 fu nominato garante dei detenuti dal sindaco Luigi de Magistris che oggi dichiara: «Dopo una riflessione in giunta, scegliemmo Ioia per dare un segnale di fiducia soprattutto al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. Ioia, pregiudicato per fatti gravi in anni passati, aveva pagato per i crimini commessi, ma aveva da tempo cambiato vita dedicandosi proprio al riscatto culturale e al recupero sociale e umano delle persone che hanno sbagliato».

Allora, la nomina scatenò diverse proteste da parte dei sindacati che insorsero contro la scelta del sindaco proprio per il passato di Ioia condannato a 22 anni di reclusione per narcotraffico e scarcerato nel 2002. Eppure, Pietro Ioia aveva pagato il conto con la giustizia e dopo il carcere cominciò una battaglia per migliorare le condizioni di vita nelle carceri.

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