Campania, trovato cadavere in un casolare: potrebbe essere quello di Marzia, 29 anni

Campania, trovato cadavere in un casolare: potrebbe essere quello di Marzia, 29 anni

Della donna si erano perse le tracce dallo scorso 7 marzo. Per la scomparsa sono indagati i parenti del fidanzato. Sarebbe stata tenuta in schiavitù e torturata per molto tempo


SALERNO – Solo il test del Dna potrà stabilire se il corpo femminile in avanzato stato di decomposizione trovato nel tardo pomeriggio di ieri in un casolare tra Pontecagnano e Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno, sia della scomparsa Marzia Capezzuti, la 29enne originaria di Milano di cui sono perse le tracce dal 7 marzo scorso, il giorno prima del suo compleanno. Sul caso al momento la Procura di Salerno, che ha già da tempo iscritto nel registro degli indagati cinque persone per omicidio e occultamento di cadavere, tra cui alcuni parenti del fidanzato di Marzia – oggi defunto – continua a mantenere il più stretto riserbo.
Il caso della scomparsa di Marzia Capezzuti, che da anni risiedeva a Pontecagnano Faiano, fu sollevato dalla trasmissione televisiva«Chi l’ha visto?». In quell’occasione furono gli stessi genitori della ragazza, che avevano appreso della sparizione della figlia solo alla notifica dell’apertura dell’inchiesta della Procura, a definirla in condizioni di particolare fragilità («una fanciulla nel corpo di una donna»). Secondo le ipotesi d’accusa, Marzia sarebbe stata ospitata in casa da alcuni parenti del fidanzato, tra cui la sorella, oggi indagati, che l’avrebbero poi trattenuta con la forza e ridotta in schiavitù, dopo la sua scelta di restare a Pontecagnano nonostante la morte del compagno e l’inizio di una nuova relazione. I genitori di Marzia hanno anche riferito d’aver saputo dalla ragazza che era incinta.

A dare impulso alle indagini su presunti maltrattamenti è stata una testimonianza anonima che ha segnalato lo stato in cui la 29enne avrebbe vissuto al culmine di un vortice di abusi, soprusi e privazioni. A «Chi l’ha visto?» un uomo davanti alle telecamere ha fornito un racconto agghiacciante sulle condizioni di vita della 29enne a Pontecagnano. Ha parlato di percosse, insulti, privazioni e, ha aggiunto che la ragazza sarebbe stata costretta anche a prostituirsi. «Un giorno l’hanno picchiata davanti a me – ha dichiarato il presunto testimone a «Chi l’ha visto?» –, strisciava e non poteva muoversi, la scassavano di mazzate». L’uomo avrebbe inoltre raccolto le confidenze di un’altra persona che sarebbe entrata in contatto con Marzia: «Mi ha detto che le mettevano la testa nel gabinetto e tiravano lo sciacquone, le facevano i filmini, la facevano prostituire, le tiravano i denti con la pinza, con la tenaglia». Secondo il suo racconto, Marzia Capezzuti sarebbe stata trattata «da schiava», segregata «sottoterra» e costretta a dormire in cantina.

FONTE: CORRIEREDELMEZZOGIORNO.IT