Choc a Milano, donna segregata in una botola e violentata da satanisti per 23 anni

Choc a Milano, donna segregata in una botola e violentata da satanisti per 23 anni

Anche il “Padre” partecipava alle violenze durante le messe nere


MILANO – Un storia veramente agghiacciante quella che arriva da Milano dove una donna di 40 anni, da circa 23 è stata costretta a vivere segregata in una botola ed essere stuprata più volte da partecipanti a messe nere. La vittima ha finalmente avuto il coraggio di denunciare i genitori affidatari che ora non potranno mai più avvicinarsi a lei.

I fatti sono accaduti in Lombardia. Per anni la donna ha cercato di denunciare le violenze subite, ma la maggior parte delle denunce erano cadute nel vuoto perché i suoi racconti non venivano ritenuti credibili. A ridurla in schiavitù i genitori affidatari che l’avevano accolta 23 anni fa. Al pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Stefano Ammendola, la donna ha raccontato di essere stata violentata da gruppi di uomini durante messe nere.

Le violenze, secondo quanto riportano fonti locali, sarebbero avvenute in un seminterrato della villetta dove vivevano i genitori, illuminato da fiaccole e con un crocefisso capovolto appeso al muro. L’unica persona a volto scoperto era il patrigno, che per anni l’ha tenuta segregata in una botola insonorizzata. La donna è anche rimasta incinta dell’uomo che la ospitava, ma la nascita del bambino non ha messo fine alle violenze. Avrebbe anche provato a scappare, ma sarebbe stata rintracciata dalla coppia in un’altra regione e, dopo averla narcotizzata, l’avrebbero riportata nella villetta.

Il pubblico ministero, dopo gli accertamenti, ha chiesto una misura cautelare per la coppia, che negli anni ha ottenuto in affido anche altri ragazzi. Giovedì 6 ottobre i due sono stati ascoltati dal giudice per le indagini preliminari e hanno respinto ogni addebito. Il marito si è difeso dicendo che le denunce si sono risolte con l’assoluzione.