La madre di Gianluca Coppola sui social: “Nessuna giustizia per mio figlio”

La madre di Gianluca Coppola sui social: “Nessuna giustizia per mio figlio”

Antonio Felli, l’assassino di Gianluca Coppola, è stato condannato a 20 anni di carcere ma la madre della vittima chiede che ci sia un nuovo grado di giudizio. Borrelli: “È giustizia questa?”


NEL NAPOLETANO – A quasi un anno e mezzo dall’assassinio di Gianluca Coppola, ucciso a Casoria da Antonio Felli con 9 colpi di pistola per motivi di gelosia, Elisa Cilento, la mamma del ragazzo ucciso, ha lanciato un doloroso e straziante appello attraverso un video pubblicato sui social per chiedere che ci sia un nuovo grado di giudizio: “Ci sentiamo abbondanti da tutto e da tutti, noi della famiglia non ci possiamo nemmeno appellare alla sentenza. Dov’è lo Stato? Nessuna giustizia per mio figlio. Sono 17 mesi che Gianluca non c’è più mentre il suo assassino, che oltre a nostro figlio ha ucciso tutti noi, non si farà nemmeno 20 anni di carcere.”.

La corte di Assise di Napoli ha valutato che venti anni di carcere, essendo cadute le aggravanti, fossero la giusta condanna per Felli il quale potrebbe uscire dal carcere molto prima grazie agli sconti di pena previsti dalla legge.

“Non possiamo tollerare che un crimine di una tale ferocia, che ha distrutto un’intera famiglia, valga al massimo 20 anni, che saranno quindi molto di meno. Non vogliamo e non possiamo tollerare che per la giustizia italiana la vita umana valga così poco”, ha dichiarato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

“Mentre la famiglia Coppola è straziata dal dolore, un dolore che non andrà mai via, l’assassino di Gianluca è stato premiato, prima che dai giudizi anche da quella fetta marcia della società che lo ha celebrato su Tik Tok. È giustizia questa? Non lo è. Chiediamo il Processo di Appello durante il quale dovrà essere valutata bene la posizione di Felli. Per noi soltanto con l’ergastolo si potrà parlare di giusta condanna. Solamente con la certezza delle pene, che vanno inasprite, e mettendo fine alle condanne irrisorie anche per chi ammazza, si può spezzare questa catena di violenza e sradicare la cultura criminale dalla nostra terra. L’assassino di Coppola è coinvolto anche nel giro di droga e telefonini introdotti illegalmente a Poggioreale e che ha portato all’arresto del garante dei detenuti di Napoli Pietro Ioia. L’ennesima dimostrazione della sua indole criminale”, conclude Borrelli.

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