Napoletani scomparsi in Messico, l’appello delle famiglie al presidente López: “Non perdiamo la speranza”

Napoletani scomparsi in Messico, l’appello delle famiglie al presidente López: “Non perdiamo la speranza”

Nel mese di marzo 2022 in un’operazione congiunta delle autorità statali e federali più di 70 persone con unità cinofile sono state impegnate per una ulteriore ricerca nel comune di Tecalitlán


NAPOLI – “Rivolgiamo un appello al presidente messicano Andrés Manuel López Obrador e al buon senso e all’umanità degli abitanti di Tecalitlan affinché, dopo tanto tempo, ci forniscano qualche notizia o qualche informazione importante. Noi non perdiamo la speranza”.

A parlare, attraverso il loro legale, l’avvocato Claudio Falleti, sono le famiglie di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi Tecalitlán, nello stato messicano di Jalisco, il 31 gennaio 2018. Dopo un lungo iter processuale e diversi arresti il 9 aprile 2021 i poliziotti Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia sono stati condannati a cinquant’anni di carcere.

Nel mese di marzo 2022 in un’operazione congiunta delle autorità statali e federali più di 70 persone con unità cinofile sono state impegnate per una ulteriore ricerca nel comune di Tecalitlán, Jalisco, nei pressi di un ponte sulla strada per Jilotlán de los Dolores. “Sono ormai trascorsi quasi cinque anni dalla scomparsa dei nostri connazionali e in qualità di avvocato – dice Falleti – che assiste la famiglia chiedo personalmente ed a nome della stessa che si continui con le ricerche perché non si è mai persa la speranza di sapere cosa sia accaduto e dove si trovino Raffaele, Antonio e Vincenzo. Per noi risultano ancora ufficialmente scomparsi”.

“Il tema degli Italiani all’estero – sottolinea il legale delle famiglie – in qualità di vittime di un reato deve trovare una giusta considerazione politica, sono certo che il Ministero degli Esteri e le ambasciate si adoperino al massimo delle proprie competenze e con grande professionalità ma i rapporti di reciprocità e collaborazione con molti stati devono andare ben oltre, rimarcando quanto per noi italiani sia importante sentirsi protetti e non sentirsi mai soli fuori dal nostro Paese”.