Focus Napoli – Empoli. Chucky-Zielu per disinnescare la trappola. Dieci e lode per la capolista

Focus Napoli – Empoli. Chucky-Zielu per disinnescare la trappola. Dieci e lode per la capolista

Decima vittoria di fila per il lanciatissimo Napoli, a cui serve un’ora abbondante e un calcio di rigore di Lozano per piegare le velleità di un Empoli ben organizzato da Zanetti. Al 2-0 finale contribuisce, oltre al messicano, lo splendido raddoppio firmato da Zielinski, come Lozano, subentrato a metà ripresa. L’Empo conclude la sua gara in dieci uomini per l’espulsione di uno degli ex di giornata, Luperto. Adesso l’udinese, ultimo impegno prima della sosta-Mondiali.


NAPOLI – Dieci e lode. Dieci come le vittorie di fila che la squadra di Spalletti ha finora inanellato. Questa, molto pesante, contro un Empoli ben organizzato e con l’idea precisa di mettere, per l’ennesima volta, i bastoni tra le ruote ai partenopei, ai quali, la scorsa stagione, ha preso sei punti su sei. Una vittoria “sporca”, perchè questo Napoli, prima del penalty di Lozano non era stato un gran Napoli, ben imbrigliato dalla trappola ordita da Zanetti, che ha impostato la sua squadra su rigide marcature ad uomo e un arrocco difensivo “old-style”, affidando qualche speranza di creare pericoli a qualche timida ripartenza.
Poi, l’episodio che sposta gli equilibri, con Osimhen che va a procurarsi dal nulla il rigore che Lozano, da poco entrato, scarica alle spalle dell’inoperoso, fino a quel momento, Vicario. Da quel momento inizia un’altra partita, sia per il Napoli ma soprattutto per l’Empoli, costretto dallo svantaggio ad uscire dal guscio e tentare di agguantare il pareggio.
L’espulsione di Luperto per doppia ammonizione non facilita il compito ai toscani ma, bensì, al Napoli che, con la padronanza di palleggio, con la tecnica individuale, con la freschezza atletica dei nuovi entrati, con il suo snervante giro-palla trova anche il raddoppio con il destro di Zielinski, anch’egli subentrato, al termine di un’azione spettacolare, che inizia da un’area e termina nell’altra.
E al fischio di Pairetto, gli azzurri possono festeggiare e portarsi, in attesa del Milan (impegnato a Cremona) a ben nove lunghezze di vantaggio. Adesso, lo stress è tutto addosso alle inseguitrici; i partenopei possono pensare, con tutta tranquillità, all’ultimo impegno dell’anno, contro l’Udinese.

E fa piacere eleggere come “hombre do partido”, il Chucky Lozano (8), il vero fattore che ha “spaccato” la partita. Sulla fascia destra riporta la verve che uno spento Politano non è riuscito a dare per l’ora abbondante in cui è rimasto in campo. Il messicano ci mette poco e nulla per far capire a Parisi che con lui non sarà la stessa musica. E da quel versante l’Empoli vedrà solo buio pesto: Chucky prima crea i presupposti del penalty, si prende la responsabilità di calciarlo e segnarlo, provoca l’espulsione di Luperto, poi invita Zielinski al gol del raddoppio. In mezzo anche altre giocate che creano imbarazzo alla retroguardia dell’Empoli che, con lui in campo, perde tante sicurezze. Insomma, c’è tanto del numero undici in questi tre punti.

Molto di meno, come detto, di Politano (5). Non nella sua migliore edizione, il tornante romano, che gioca tanti palloni, in collaborazione con Di Lorenzo con il quale creano spesso superiorità numerica, ma che quasi mai porta ad azioni davvero pericolose. Poche volte tenta l’uno-contro-uno con Parisi che, una volta, prese le misure, lo soffre poco o nulla, portandolo a giocare sul destro, sil suo piede debole. ma quando si trova il pallone sul sinistro, non combina tanto. Anzi quasi niente. Inoltre, appare stranamente svagato, distratto, facendosi pescare spesso in controtempo su appoggi facili. Buon per lui, stasera Lozano compensa la sua scarsa vena.

Sull’altro versante anche Raspadori (5,5) non è nella sua migliore serata. Largo a sinistra non ha modo di poter incidere, perchè non ha i movimenti di Kvaratshkelia e quell’esplosività che può portarlo di slancio verso l’area di rigore. Infatti, diventa più pericoloso quando va a popolare l’area, nella quale alloggia sempre e solo Osimhen, e nel primo tempo diventa l’autore delle due conclusioni più pericolose del Napoli, ma che non centrano la porta. E dal suo piede, almeno in una, avrebbe potuto fare qualcosa di più. Nel secondo tempo, gli ultimi sprazzi di luce, in particolar modo, da calcio piazzato, ma per stasera il gamer-over scatta dopo un’ora di gioco, senza infamia e senza lode. Ma anche senza sufficienza. L’ex-Sassuolo lascia il campo ad Elmas (6,5) che, insieme a Zielinski e Lozano contribuisce a dare la vivacità di cui il Napoli aveva enormemente bisogno. Si mette sulla sinistra e nel finale è uno scarico importante per tenere palla e rimanere alti, nella gestione del punteggio finale.

La sufficienza, la prende sicuramente Osimhen (6,5) e anche qualcosa di più, non solo per aver procurato il penalty, fondamentale per sbloccare una partita altrimenti difficilissima da sbloccare, ma anche per il lavoro sporco che si addossa, battagliando a sportellate contro l’apparato difensivo empolese. Poche le occasioni da rete per il nigeriano, che si fanno più fitte nella ripresa, quando l’Empoli deve allargare le maglie, per la stanchezza (prima del gol di Lozano), per cercare di raggiungere il pareggio (dopo il gol di Lozano). Generoso e decisivo nell’episodio che indirizza la partita. Il centravanti esce tra gli applausi, lasciando qualche minuto a Simeone (sv).

La vittoria di stasera, porta la firma anche di Zielinski (7) che, come detto, realizza un gol di pregevolissima fattura e aiuta, cosa ancor più fondamentale, a rendere il finale di gara meno incandecsente. Il polacco entra in una situazione di gioco sicuramente a lui più congeniale, contro un Empoli stanco e più lungo rispetto alla prima ora di gioco. Altro ritmo rispetto alla battaglia di Bergamo, dove la nostra mezz’ala ha faticato oltremodo per trovare i suoi spazi nella partita, e dunque con meno pressione e più spazio per dare sfogo alla qualità di cui il numero venti è capace. Il gol del raddoppio, il suo piede lo fa sembrare facile, ma impattare il pallone in quel modo, al volo, non è proprio semplicissimo.

Dombele (6) che gli fa posto, non gioca malissimo, anzi, il francese acquisice sempre più dimestichezza nel ruolo di mezz’ala di incursione che Spalletti desidera cucirgli addosso. Lui ci prova, ma a volte il piede tradisce le, pur buone, intenzioni. Dovrebbe migliorare sulla postura, poicè talvolta sembra arrivare scoordinato sul pallone ed altrettanto quando deve impostare. Ma la sua non è una gara da buttare neppure sotto il profilo atletico, dove adesso riesce a tenere una manciata di minuti in più. Il cambio ci voleva, per il bisogno della squadra di ritrovare freschezza e di uno come Zielinski, all’occorrenza capace di cambiare volto al Napoli, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1, giocando dietro Osimhen.

Zambo Anguissa (6) conferma le buone impressioni di Bergamo, giocando una partita di buonissimo livello, in un crescendo costante che lo porta a diventare leader del centrocampo, soprattutto nella fase di superiorità numerica. In mezzo al campo riceve molti più palloni del solito essendo, Lobotka, parzialmente oscurato da Baldanzi (o Marin) e li gioca con precisione, anche se non velocemente, come vorrebbe Spalletti. Alla lunga, emerge in un tutto il suo strapotere fisico. Così come alla distanza esce il Lobotka (6,5) che siamo abituati ad ammirare e che, stasera, non ha giocato il solito enorme numero di palloni. Zanetti gli piazza, sistematicamente, un uomo addosso e lo slovacco, preferisce lasciare la scena a Zambo, per poi rendersi utile soprattutto in copertura. Negli ultimi venti minuti, riprende le redini della regia, tenendo alto il Napoli, schiacciando l’Empoli ormai demoralizzato dallo svantaggio, sia nel punteggio, sie negli effettivi in campo. Al suo posto, spazio per Demme (sv), che meriterebbe forse una considerazione maggiore da parte di Spalletti.

Buone notizie dal pacchetto arretrato: Meret (6,5) porta a casa un clean-sheet, nel quale lo vede effettuare la prima parata nei minuti di recupero, quando respinge, di coscia, la conclusione di Bajrami. Per il resto, ordinaria amministrazione, sia in uscita che con il pallone tra i piedi. In mezzo, la coppia Ostigard-Kim rende secondo le attese: il norvegese (6) è protagonista di una gara onesta, senze grosse sbavature nel controllo di Satriano prima e Lammers dopo. Ricorre al fallo da cartellino quando è in difficoltà, e questo capita quando l’avversario (Satriano) è rapido nel breve. Kim, invece, non lo si supera, nel sul breve, ma neppure sul lungo. Là dietro è un limite invalicabile per Satriano e Lammers, ma sorprende anche per l’intelligenza tattica, che lo porta sempre nel posto giusto al momento giusto. Poi, una bestemmia nel calcio moderno, spazza via energicamente, quando sente l’odore di pericolo nell’aria. Garanzia.

Sulle corsie esterne, si segnala la buona prestazione di Di Lorenzo (6,5) spina del fianco della difesa empolese, che spesso si trova spesso ad arginare lui, molto più dell’evenescente Politano. Il capitano è propositivo e mette anche qualche pallone interessante in area di rigore ma, a differenza delle ultime prestazione, è molto più applicato in fase difensiva, dove non si registrano grossi scossoni sulla sua zona.
Dall’altro lato, Mario Rui (5,5) è più impreciso del solito; in fase difensiva si lascia scappare via un paio di volte Baldanzi e Bajrami; in quella di appoggio arrivano tanti cross dal suo piede ma abbastanza imprecisi.
Il riposo non gli fa bene.

Voto alto anche per Spalletti (7) che parte con una squadra, giustamente, modificata rispetto a Bergamo ma che, almeno nel primo tempo, non riesce a trovare la chiave giusta per aprire le porte della difesa dell’Empoli. Fortuna sua di poter attingere ad una panchina così ben fornita e di scegliere le pedine giuste: Lozano e Zielinski portano altri tre punti per una squadra che più della cataura tecnica (acclarata ed indiscutibile), sorprende per la gestione mentale in partite ruvide come questa contro l’Empoli, nella quale la componente psicologica diventava fondamentale per portare a casa la vittoria. Sullo 0-0 i fantasmi della scorsa stagiome sarebbero potuti riaffiorare, ma la squadra li scaccia via con ordine e pazienza, virtù dei forti e di chi ha consapevolezza di esserlo.

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