Giugliano, vicenda Rom sotto i riflettori: il sindaco aveva chiesto l’intervento del Prefetto prima del blitz di martedì

Giugliano, vicenda Rom sotto i riflettori: il sindaco aveva chiesto l’intervento del Prefetto prima del blitz di martedì

Pirozzi si era rivolto a Palomba, all’incaricato Romano e all’assessore Morcone per sottolineare la gravità della situazione


GIUGLIANO – La vicenda Rom torna periodicamente alla ribalta dell’attualità cittadina soprattutto quando scoppiano tremendi roghi tossici nei campi o nelle loro prossimità, oppure quando le forze dell’ordine intervengono come accaduto due giorni fa nell’insediamento nei pressi della zona ASI, dove i Carabinieri hanno sequestrato numerosi veicoli rubati, rilevata la solita presenza di tonnellate di rifiuti e denunciato diversi residenti che non mandano i figli a scuola. Aldilà degli interventi, per quanto importanti, resta però il costante lavoro che l’amministrazione comunale sta facendo sui tavoli istituzionali per addivenire ad una soluzione che per forza di cose non può essere solo a cura dell’ente di corso Campano 200.

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Il sindaco Nicola Pirozzi, pochi giorni prima del blitz dei Carabinieri, ha inviato l’ennesima missiva agli organi preposti per sottolineare la pericolosità e il degrado dei campi presenti sul territorio comunale, con riferimento particolare a quello abusivo di via Carrafiello. Destinatari della lettera il Prefetto di Napoli Claudio Palomba, l’incaricato alla terra dei fuochi Filippo Romano e l’assessore regionale alla legalità Mario Morcone.

Pirozzi ha sottolineato il mancato funzionamento del progetto Abramo col quale si intendeva ricollocare le tante famiglie presenti nel campo, ribadendo che la situazione è insostenibile: rifiuti accatastati e spesso dati alle fiamme,  abusi ed illeciti di ogni tipo, condizioni igienico sanitarie precarie in cui vivono anche numerosi bambini, come evidenziato dai tecnici dell’ASL Napoli 2 Nord, danni a cui si aggiunge la beffa di numerose cause intentate contro il Comune dai proprietari dei terreni occupati e per le quali l’Ente dovrà risarcire le spese per la rimozione dei rifiuti.

Il blitz di martedì scorso può essere letto come una prima, parziale risposta all’appello di Pirozzi. La storia recente insegna che ad ogni rimozione sono seguiti roghi e nuovi sversamenti, per cui la soluzione solo provvisoria andrà integrata con una presa di posizione solida che possa far superare la logica dei campi e mettere i residenti davanti ad una scelta chiara: integrarsi nella società, accettandone diritti e doveri, o andare altrove. Anche con un nuovo sgombero.