Indagato per omicidio volontario il carabiniere che uccise Ugo Russo: “Colpito alla testa mentre scappava”

Indagato per omicidio volontario il carabiniere che uccise Ugo Russo: “Colpito alla testa mentre scappava”

Il militare è attualmente in servizio ed è pronto a sostenere la sua versione dei fatti, secondo la quale non ci sarebbe stata la volontà di ammazzare il 15enne


NAPOLI – Rischia il processo per omicidio volontario il carabiniere 26enne che ha ucciso Ugo Russo, il baby rapinatore stroncato da colpi di pistola in via Orsini, zona Santa Lucia nel 2020. L’accusa ritiene che i colpi esplosi da parte del militare contro il 15enne che aveva tentato di sottrargli il Rolex che portava al polso, sarebbero stati 4: uno dei quali, quello mortale, avrebbe colpito il rapinatore alla testa.

Secondo la Procura di Napoli, come riportato da IlMattino, quello del 26enne non fu un atto di legittima difesa, secondo le ricostruzioni dell’accaduto sembra infatti che il 15enne sia arrivato in scooter insieme ad un’altra persona e che poi si sarebbe avvicinato, a piedi, al finestrino dell’auto del militare, intimandogli, con una pistola giocattolo, di consegnargli il lussuoso orologio.

Il giovane carabiniere avrebbe risposto con il fuoco a quella domanda, esplodendo i primi due colpi di pistola: uno avrebbe colpito la spalla di Ugo mentre l’altro sarebbe finito a pochi centimetri. A quel punto il 15enne si sarebbe allontanato di corsa, cercando di raggiungere lo scooter con a bordo il complice, senza riuscirci, venendo stroncato da altri due proiettili, uno dei quali alla testa.

Diversa la posizione dei legali del carabiniere. Assistito dai penalisti Enrico Capone e Mattia Floccher, il militare è attualmente in servizio ed è pronto a sostenere la sua versione dei fatti, secondo la quale non ci sarebbe stata la volontà di ammazzare il 15enne.