Mondiali, il Qatar vieta bandiera arcobaleno simbolo Lgbtq: l’idea di Pantone contro l’omofobia

Mondiali, il Qatar vieta bandiera arcobaleno simbolo Lgbtq: l’idea di Pantone contro l’omofobia

L’arcobaleno c’è ma non si vede: la bandiera bianca con i codici dei colori è un simbolo di libertà


Manca veramente poco all’inizio dei Mondiali di calcio che si giocheranno nel contestatissimo emirato del Qatar, dove non sono pochi i divieti figli del background ideologico di chi vive in quei territori. Tra le cose vietate ai tifosi ospiti, infatti, c’è il guardare negli occhi un qatariota, l’avvicinarsi o abbracciare ospiti di sesso femminile, il vestirsi con abiti che non coprano spalle e ginocchia e, tra le cose che più hanno suscitato sdegno, sventolare una bandiera arcobaleno, simbolo della comunità Lgbtq+. Ma, per fortuna, la società Pantone ha trovato un rimedio proprio per aggirare quest’ultimo divieto.

La maglietta per dire stop all’omotransfobia

Il bianco per evitare la censura

L’associazione francese Stop Homophobie e Pantone, nota azienda statunitense che si occupa principalmente di tecnologie per la catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di questi ultimi, hanno unito le forze per realizzare Colors of Love, bandiera speciale, atipica e perfettamente legale che potrà entrare negli impianti qatarioti, simboleggiando al contempo il sostegno alla comunità LGBTQI+ internazionale. Il colore scelto per quest’ultima è il bianco, per evitare ogni tipo di censura da parte delle autorità locali, con delle strisce dove i colori arcobaleno vengono sostituiti proprio dai codici Pantone.
L’altra grande novità è la possibilità per tutti i tifosi, che vorranno esternare il proprio Orgoglio o la propria disapprovazione nei confronti dell’omotransfobia qatariota, di indossare magliette ad hoc in simbolo di protesta. Protesta che verrà portata avanti anche da alcuni capitani che scenderanno in campo con fasce rainbow OneLove, proprio per dire stop all’omotransfobia visto che solo pochi giorni fa l’ambasciatore della manifestazione ha definito l’omosessualità un “danno mentale”.