Blitz in una ditta di autotrasporti nel napoletano: intera area finisce sotto sequestro

Blitz in una ditta di autotrasporti nel napoletano: intera area finisce sotto sequestro

Le indagini hanno permesso di accertare che la realizzazione delle opere edili abusive è avvenuta nell’ultimo triennio 2019-2022 interessando un’area di circa 7.000 m² di superficie


Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di un’area e degli immobili ivi ubicati siti in Torre del Greco alla via Giacomo Leopardi n. 13, nella disponibilità della società Autotrasporti CATI s.a.s., per i reati di cui agli artt. 44 DPR 380/2001 e 181 D.Lgs. 42/2004.

Le indagini, condotte alle pendici del Vesuvio dai militari della Sezione Operativa della Compagnia CC. di Torre del Greco e coordinate da questa Procura della Repubblica, riguardanti un’ampia area destinata allo stazionamento di autotreni e alla allocazione degli annessi serbatoi di carburante, hanno fatto emergere che gli interventi edilizi erano stati effettuati in difformità dai permessi rilasciati e in contrasto con le prescrizioni impartite dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, trattandosi di un’area sismica sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.

Durante il successivo sopralluogo eseguito dai Carabinieri lo scorso ottobre è stato altresì accertato che talune delle opere realizzate presentavano carattere permanente e stabile, non rispecchiando il requisito della provvisorietà previsto per quegli specifici manufatti. Le indagini hanno permesso di accertare che la realizzazione delle opere edili abusive è avvenuta nell’ultimo triennio 2019-2022 interessando un’area di circa 7.000 m² di superficie. Al fine di inibire la protrazione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati oggetto di contestazione, l’intera area è stata sgomberata e sottoposta a sequestro preventivo mediante apposizione di sigilli.