Calcio, doping e malattie, la denuncia di Brambati: “A 20 anni Micoren come caramelle, ho paura”

Calcio, doping e malattie, la denuncia di Brambati: “A 20 anni Micoren come caramelle, ho paura”

Le parole dell’ex calciatore pesanti come un macigno dopo la morte di Mihajlovic e Vialli


ROMA – Non si ferma l’eco mediatico che ha travolto il mondo del calcio dopo la morte di Gianluca Vialli. Dopo le dichiarazioni choc di Dino Baggio, che aveva dichiarato come il doping ci fosse sempre stato nel mondo del calcio e di quanto avesse oggi paura per la sua salute, arrivano quelle di un altro ex calciatore.

Questa volta a parlare è Massimo Brambati, ex tra le altre di Torino, Bari, Empoli e Palermo: “Ho timore anch’io, vent’anni fa lo dissi e mi arrivò una lettera della Figc che mi minacciava. Io, in una società di cui non faccio il nome, prendevo prima della partita il Micoren come se fossero caramelle”.

“All’epoca – ha proseguito – non era proibito, dopo qualche anno è diventato proibitissimo. Prendevo anche l’Anemina, una sostanza non dopante, ma ne avvertivo l’effetto. Non sentivo la fatica, avevo i battiti accelerati e una maggiore prontezza di riflessi”.

Parole forti, che dimostrano come, quanto raccontato da Brambati, sembrava quasi consuetudine: “Avevo 20 anni – ha dichiarato – e mi dicevano facendo una flebo avrei avuto una performance migliore. C’erano allenatori che se non facevi la flebo, si arrabbiavano. Davano sostanze che all’epoca non erano però ritenute doping. Oggi quando sento determinate situazioni che accadono ai calciatori del mio periodo, mi affido a Dio”.