Focus Napoli – Cremonese. Gli azzurri riscrivono la storia al contrario. Eliminati dalla coppa Italia ai calci di rigore!

Focus Napoli – Cremonese. Gli azzurri riscrivono la storia al contrario. Eliminati dalla coppa Italia ai calci di rigore!

Pochi giorni dopo la grande vittoria contro la Juventus, il Napoli viene eliminato clamorosamente dalla Cremonese, negli ottavi di coppa Italia.
I lombardi passano ai calci di rigore, dopo il 2-2 ai supplementari. Juan Jesus e Simeone per il Napoli, Pickel e Afena Gyan per gli ospiti. Errore decisivo di Lobotka dagli undici metri. Espulso Sernicola per doppia ammonizione.


NAPOLI – Davvero sottile, la linea di demarcazione tra una vittoria, entrata di diritto nella storia della squadra, ed un’eliminazione in coppa Italia contro l’ultima in classifica in Serie A. Quel confine così labile, il Napoli lo ha scavalcato in un colpo solo, gettando alle ortiche il primo obiettivo stagionale contro una Cremonese rivitalizzata in tempi record da Ballardini, scesa in campo con tanta voglia di dimostrare di non essere una preda da sacrificare sull’altare dello spettacolo del Maradona. Lo spettacolo, comunque c’è stato, in oltre due ore di gioco, terminate con il punteggio di 2-2, con i gol di Juan Jesus e Simeone per il Napoli, Pickel e Afena Gyan per gli ospiti.

E così, da quella che doveva essere una partita da amministrare, controllare e vincere in scioltezza è diventata una tortura di oltre centoventi minuti, nei quali il Napoli, forte del vantaggio di 2-1 a pochi minuti dalla fine, ha mollato e tirato i remi in barca, favorendo il rientro dei ragazzi di Ballardini che, approfittando del momento di svago ingiustificato degli azzurri e al gol di Afena Gyan, trascinano la gara prima ai supplementari, poi ai rigori, dai quali esce vincitrice proprio la squadra ospite, capaci di reggere l’onda d’urto del Napoli anche in inferiorità numerica (Sernicola espulso per doppio giallo) e grazie ai loro cinque tiratori designati, infallibili dal dischetto in una lotteria dove l’unico e decisivo errore lo commette Lobotka.

Un’eliminazione figlia della presunzione di aver battuto in modo imponente la Juventus? Può darsi, ma sicuramente non si può imputare a Spalletti di aver sbagliato a puntare su un turnover massiccio ma necessario per vedere all’opera e dare spazio anche a calciatori che in campionato hanno un minutaggio più ridotto. Tra questi c’è chi ha fatto bene e chi meno ma il paradosso, in questa eliminazione, sta nell’aver subito il gol del pareggio con una squadra, con l’innesto di qualche titolare, molto più simile a quella che solitamente apprezziamo.

Infatti, la squadra proposta da Spalletti è, Meret a parte, un Napoli B, con dieci undicesimi cambiati per l’occasione e la curiosità di vedere all’opera Bereszynski, ultimo arrivato in casa partenopea, preso con l’idea di far rifiatare, all’occorrenza, l’onnipresente Di Lorenzo. Al netto delle attenuanti (che ci sono), il terzino polacco non incanta, anzi è proprio lui a favorire il pareggio di Afena Gyan, girando a vuoto in area di rigore mentre l’attaccante ex-Roma staccava di testa comodamente.

Era l’occasione per rivedere in campo Simeone, ripreso dalla naftalina dopo tempo immemore, senza tener conto degli spiccioli di partita che Spalletti gli sta concedendo. L’argentino si fa trovare pronto in zona-gol, portando i suoi sul momentaneo 2-1 con un gran colpo di testa, ma nel corso della gara ne divora altri due molto più comodi. Era l’occasione per rivedere Raspadori, che dopo i fasti in Turchia, al rientro in stagione non è stato più preso in considerazione; anche per lui partita in chiaro-scuro, con pochi guizzi in una partita per lui difficile, soprattutto nel cucirsi uno spazio in cui poter agire: un po’ attaccante, un po’ mezz’ala, un po’ attaccante di supporto, ma in tutte queste versioni non ha mai dato idea di poter essere determinante.

Così come Gaetano, che in un ruolo non suo, ha cercato di essere il Lobotka della situazione, in assenza dello slovacco, giustamente tenuto a riposo da Spalletti, almeno fino a quando le esigenze hanno reso necessario il suo ingresso in campo. Con l’ex di turno in mezzo al campo, la squadra ha faticato, almeno inizialmente, a trovare le distanze tra i reparti, cosa che ha agevolato enormemente la Cremonese, che con Okereke ha seminato il panico, nella trequarti azzurra più volte sguarnita della presenza dello stesso Gaetano e di quella di Ndombele, anche lui autore di una partita da sufficienza stiracchiata ma nulla di più. Si salva, nel marasma, il solo Zerbin, gagliardo e tenace nella sua proposta offensiva su ambo le fasce, dalle quali esce anche il cross per il gol di Simeone.

L’eliminazione di stasera, non va addebitata ai comprimari che, bene o male, il loro dovere lo hanno fatto; il vero problema di stasera è stata la svogliatezza con la quale alcuni cosidetti “titolari” sono entrati in campo, forse ancora inebriati dal post-Juventus. Un esempio? Politano: non indovina una giocata neppure a pagarlo; sfiora un gol con un tiro da fuori nell’unica giocata utile, ma che va a confondersi in una miriade di altre scelte sbagliate. Un altro esempio? Zielinski: anche il polacco entra senza grande voglia, tanto da sembrare già stanco dopo un quarto d’ora; Zambo Anguissa, intestarditosi in inutili colpi di tacco, sotto il diluvio del Maradona e divorarsi il più facile dei gol a pochi minuti dalla fine. In sostanza, un approccio mentale totalmente sbagliato, capace di assottigliare al minimo la differenza tecnica tra gli azzurri e la Cremonese, che ha meritato la qualificazione proprio in virtù di quell’ardore e voglia di vincere che stasera, ad un certo punto, al Napoli sono sembrati mancare.

Prendiamo anche il lato positivo da questa sconfitta (in realtà un pareggio) che potrà essere interpretata come lezione contro squadre come la Cremonese: mai cullarsi sugli allori, mai sottovalutare l’avversario, mai perdersi nella propria bellezza. E Sabato prossimo arriva una squadra come la Salernitana, in crisi di gioco e di risultati come la Cremonese, e come i lombardi freschi di cambio di allenatore nel derby campano dove non sarà consentito un altro passaggio a vuoto. Quello sarà un altro Napoli, nella testa e nelle gambe, che avrà fatto tesoro dell’esperienza di stasera, anche se a costo di sacrificare la coppa Italia, pur sempre un trofeo che fa piacere avere in bacheca. Pazienza.

I voti: Meret (6); Bereszynski (5); Ostigard (6); Juan Jesus (6); Olivera (5,5); Ndombele (6); Gaetano (5); Elmas (6); Raspadori (5); Zerbin (6,5); Simeone (6,5).
Dalla panchina: Zambo Anguissa (5,5); Lobotka (5,5); Zielinski (4,5); Politano (5); Osimhen (6,5); Kim (6)
Il mister Spalletti: (5,5)

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