Focus Napoli – Juventus. Una “manita” alla Signora, l’altra per salutare le inseguitrici. Il Maradona in visibilio: 5-1 ai bianconeri!

Focus Napoli – Juventus. Una “manita” alla Signora, l’altra per salutare le inseguitrici. Il Maradona in visibilio: 5-1 ai bianconeri!

Serata da brividi al Maradona, dove gli azzurri spazzano via la Juventus, con il roboante 5-1 con il quale spedisce i bianconeri a -10. Doppietta di Osimhen, Kvaratshkelia, Rrahmani ed Elmas per la festa azzurra; Di Maria mette paura a fine primo tempo. Politano fuori per infortunio nell’intervallo.


NAPOLI – E’ opportuno ricordarlo: siamo solo alla giornata numero diciotto; ancora un girone di ritorno da affrontare, quello d’andata da terminare, il prossimo week-end, all’Arechi. Ma il Napoli visto stasera, schiantare la Juventus e sommergerla di gol mette una serissima candidatura al titolo di Campione d’Italia.

Una vittoria come quelle di stasera sono quelle che si sognano di notte e, senza scendere nel provincialismo più bieco, devastare la Juventus sotto ogni aspetto, annichilendola per quasi tutta la partita, da a questa vittoria quel sapore in più, che vuole essere anche un messaggio alle inseguitrici che, dopo la sconfitta del Meazza, si aspettavano un Napoli già sazio dopo i bagordi estivi-autunnali dello scorso anno.

Dispiace, ma il Napoli di Milano si sta detossinizzando partita dopo partita, e dopo la vittoriosa trasferta di Genova, esplode in tutta la sua bellezza contro la squadra più difficile da affrontare in campionato, quella Juventus che con il suo non-gioco è riuscita ad arrivare al Maradona nel ruolo di prima inseguitrice (con il Milan), forte di una striscia di otto vittorie di fila con la porta imbattuta. Numeri importanti, che hanno restituito alla Sognora le antiche sicurezze: difesa rocciosa, praticità e cinismo nello sfruttare gli errori dell’avversario; un po’ di fortuna nel trovare gol decisivi nei minuti finali.

Queste certezze, il Napoli le sgretolate e spazzate via, con il 5-1 con la quale gli azzurri hanno dominato la squadra di Allegri, (ri)trovando le sue sicurezze e spiattellandole in faccia ai bianconeri, si porta a casa la contesa, spingendo i bianconeri a meno dieci in classifica.

E se qualcuno ancora si chiedesse chi e quali siano quelle certezze che hanno mandato in visibilio Napoli ed il Maradona, le risposte si chiamano Victor Osimhen e Kvicha Kvaratshkelia. Senza nulla togliere al resto della squadra, che ha giocato una partita superlativa, stasera il centravanti nigeriano ed il georgiano hanno dato sfoggio di una prova sontuosa, in linea con quelle esibite prima della sosta, ma non ancora pervenute in questo 2023. Due gol e un assist per il numero nove, un gol e tre assist per Kvicha, che insieme, hanno demolito la Juventus insieme alle sue ambizioni di rimonta.

Victor fa a pezzi Bremer e Danilo, andando via loro da ogni parte, alternando lo sprint alla difesa della palla, in un mix letale per la difesa bianconera, improvvisamente trasformatosi in un colabrodo, dopo otto partite in cui chiunque lodava l’ermeticità della squadra di Allegri. Kvara invece si occupa di far ammattire Alex Sandro e lo stesso Danilo, che orbitava dalle sue parti, ritornando ad attingere dal suo enorme bagaglio tecnico, creando scompiglio sulla sinistra e regalando numeri di altissima scuola, che mancavano come l’aria e per i quali, qualcuno iniziava a puntare il mirino sul numero settantasette e la sua tenuta fisica. Servito.

Kvara-Osi, troppo per questa Juventus, che faceva affidamento su un impianto difensivo collaudato e a qualche giocata dei singoli, che comunque c’è stata, soprattutto con Di Maria, contro gli azzurri che hanno avuto il merito di sbloccare il risultato quasi subito, trovare il raddoppio ma, soprattutto, superare l’unico momento di crisi di tutto il match quando, sul finale di tempo, la Juventus ha accorciato le distanze con Di Maria e quasi trovava il pareggio su un errore di Rrahmani, su cui Meret compie la parata salva-risultato.

In quel momento si è decisa la partita, ma soprattutto la partita è stata decisa dalla determinazione con la quale il Napoli ha affrontato il secondo tempo, mai intimorito dal possibile ritorno dei bianconeri, ma tremendamente efficace a piazzare il colpo del K.O con l’uomo forse meno brillante in quel momento: Amir Rrahmani con il gran destro di contrabbalzo cancella in un colpo solo le timidezze del primo tempo.

Da quel momento la partita è stata un monologo azzurro, nella quale ha esercitato il suo strapotere tecnico fatta di palleggio, possesso palla, movimento senza palla, costruzione dal basso: una lingua astrusa alla Juventus, incapace di decifrare un idioma calcistico così sofisticato.

Alla festa del Maradona, comunque, non vanno dimenticati tutti gli altri protagonisti: il Napoli non è solo Osimhen, non è solo Kvara, ma anche tanto Politano, autore di un ottimo primo tempo, fino all’infortunio; la conferma di Mario Rui, uno dei terzini, se non il terzino sinistro più forte d’Italia; le solite geometrie di Lobotka, bravo a uscire nello stretto nella fitta giungla del centrocampo nel primo tempo, straripante fino a dominare il settore mediano nel finale; Meret, sicuro quando c’è da mettere i guantoni; la voglia di Elmas, che entra, segna e dimostra quanto sia smisuratamente cresciuto sotto il profilo tattico; la risolutezza di Kim, che sfortunato sul gol di Di Maria, poi non sbaglia più un intervento. Ma, in realtà, tutti hanno avuto un ruolo fondamentale in questa storica vittoria.

Ce l’ha anche Spalletti, che già in conferenza stampa mette in fuorigioco Allegri, scoprendo le carte in tavola dichiarando come la Juventus non può non puntare allo Scudetto, contrariamente a quanto dichiara il tecnico livornese, con la squadra che si ritrova. E poi, il tecnico di Certaldo mette sotto scacco Allegri, dopo la sala-stampa, anche sul campo, presentando in campo una squadra fisicamente in netta crescita, mentalmente forte e solida dal primo all’ultimo minuto e tatticamente messa benissimo in campo.

Ribadendo il concetto: il Napoli ha conquistato una vittoria storica nel punteggio contro l’avversario di sempre, ma una vittoria che vale sempre tre punti, non uno in più. E con venti partite ancora da disputare sarebbe un errore gravissimo abbassare la guardia e peccare di narcisismo. Già a Salerno sarà una battaglia durissima, e sicuramente il mister, dopo i giusti festeggiamenti per questa vittoria straordinaria, metterà tutti sugli attenti, per riprendere la marcia. Ma prima, ci sarà la Cremonese, per gli ottavi di coppa Italia, occasione per vedere all’opera qualche calciatore che necessita di minutaggio.

I voti: Meret (6,5); Di Lorenzo (6,5); Rrahmani (6,5); Kim (6,5); Mario Rui (7); Zielinski (6); Lobotka (7); Zambo Anguissa (6); Politano (6,5): Osimhen (8,5); Kvaratshkelia (8,5).
Dalla panchina: Elmas (7); Lozano (sv); Raspadori (sv); Ndombele (sv); Olivera (6).
Il mister: Spalletti (8)

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