Giugliano, furono accusati di abuso edilizio da tre militari infedeli: tutti assolti, per il Tribunale il fatto non costituisce reato

Giugliano, furono accusati di abuso edilizio da tre militari infedeli: tutti assolti, per il Tribunale il fatto non costituisce reato

Nel giugno del 2018 i militari – poi condannati a 9 anni – si presentarono in un regolare cantiere accusando i responsabili


Questo il verdetto emesso dal GM Cioffi del Tribunale di Napoli nord lo scorso 13 gennaio, dopo cinque anni di processo a carico dell’Arch. Marco Carusone e del committente Fabio Freda.

Era il 19 giugno del 2018, quando i militari si presentarono in un regolare cantiere accusando ingiustamente i responsabili di portare avanti i lavori senza nessun titolo edilizio.

Completamente demolita la tesi accusatoria della Procura che, presumibilmente fuorviata da indagini deviate da interessi probabilmente personali degli agenti operanti, chiedeva la condanna degli imputati per il reato di abuso edilizio compiuto su un immobile sito in Via Francesco a Patria. 

I militari in questione erano gli stessi che l’inchiesta come si legge nell’inchiesta della Procura, le vittime identificarono come “I bastardi della Punto nera”. Vittime che furono accusate con false prove costruite dai Pubblici Ufficiali per l’ottenimento di encomi. I militari, poi, sono stati condannati a 9 anni di reclusione.

La difesa, patrocinata dall’Avv. Giuseppe Alesci, ha invece dimostrato la regolarità dei lavori eseguiti e la piena corrispondenza alla Scia presentata, rilevando come all’atto dell’accertamento non vi fossero opere abusive.

LA FINE DI UN INCUBO PER GLI ACCUSATI

“Non ho mai perso la fiducia nelle Istituzioni e soprattutto nel lavoro svolto quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri – dichiara l’Arch. Carusone – tuttavia con meraviglia in questi anni mi sono chiesto come fosse possibile un rinvio a giudizio nonostante la correttezza del mio operato e la conformità delle opere eseguite dalla mia società”.

Dopo anni di sofferenza il noto imprenditore Fabio Freda ora chiede giustizia: allo stato, infatti, vi è un procedimento penale per concussione a carico degli ex Mar. Verde Castrese, Luongo Amedeo e dell’ ex App. Giuseppe D’Aniello che allora eseguirono il controllo.