La mafia tra film e realtà: l’icona de “Il Padrino” trovata nel bunker di Matteo Messina Denaro

La mafia tra film e realtà: l’icona de “Il Padrino” trovata nel bunker di Matteo Messina Denaro

La scoperta all’interno di uno dei luoghi in cui il boss ha vissuto negli ultimi anni


CAMPOBELLO DI MAZARA – A volte ritornano. E, seppur non sia il titolo del celebre film basato sul racconto di Stephen King, il riferimento al grande schermo esiste eccome. E se ne parla soprattutto in riferimento al rapporto, strettamente intimo e senza dubbio unilaterale, tra i grandi boss della criminalità organizzata ed attori che, in tv, hanno interpretato proprio i capi clan.

È successo ancora. Anche con Matteo Messina Denaro, arrestato dopo oltre 30 anni di latitanza. Nel suo covo, uno dei tanti utilizzati dal boss nel corso di una vita condotta da fantasma, i carabinieri del Ros hanno ritrovato un quadro raffigurante “Il Padrino”. Quasi come un’ispirazione, senza dubbio emblema di una brama di potere che non conosce limiti, della voglia di dominare, comandare e sottomettere ogni possibile avversario.

A volte ritornano, dunque. Ed è impossibile non pensare, tra l’altro, alla villa di Walter Schiavone, fratello di Francesco “Sandokan”, ribattezzata “Villa Scarface” perché esatta riproduzione di quella di proprietà di Al Pacino appunto nel film “Scarface”.

Ma sono tanti, tantissimi, gli esempi, conferma di come anche i grandi capi delle organizzazioni criminali abbiano i loro idoli. Quelli di sempre. Anche loro mafiosi, sebbene soltanto in tv.