Odontotecnico spacciava droga tra i detenuti al carcere di Rebibbia: in auto 36 grammi di cocaina

Odontotecnico spacciava droga tra i detenuti al carcere di Rebibbia: in auto 36 grammi di cocaina

Durante le ore di lavoro arrotondava lo stipendio fornendo ai reclusi dosi di sostanze stupefacenti


ROMA – Quando hanno perquisito la sua macchina, parcheggiata all’interno del perimetro della casa circondariale di Rebibbia, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno trovato una busta che conteneva 23 grammi di cocaina. Sapevano dove cercare: era stato un detenuto a raccontare, pochi giorni prima, che A. S., 57 anni, odontotecnico della ASL in servizio nell’ambulatorio allestito all’interno del carcere, durante le ore di lavoro arrotondava lo stipendio fornendo ai reclusi dosi di sostanze stupefacenti. Una dichiarazione che è stata messa addirittura per iscritto e dalla quale sono partite subito le verifiche.

La perquisizione non ha riguardato solamente la macchina dell’odontotecnico: gli inquirenti hanno ispezionato anche la sua casa e hanno sequestrato computer, tablet, documenti e cellulari. Nell’appartamento sono stati trovati alcuni fogli contenenti una serie di nominativi – tra i soggetti elencati ci sarebbero anche alcuni detenuti – e, accanto, delle cifre: le indagini sono in corso, ma secondo chi indaga potrebbe trattarsi di una sorta di agenda dei pagamenti e delle cessioni di stupefacenti.

C’è anche un secondo fronte dell’indagine, che è coordinata dal pubblico ministero Francesco Basentini: gli inquirenti vogliono accertare se, come si sospetta, il cinquantasettenne possa avere eseguito anche prestazioni mediche abusive, come interventi dentistici, senza essere abilitato. Prestazioni che potrebbero essere state effettuate sia all’interno che all’esterno del carcere.

Le indagini sono scattate a metà dicembre, quando uno dei detenuti del carcere di Rebibbia ha fatto arrivare alla Polizia Penitenziaria una lettera nella quale raccontava del giro di droga all’interno della casa circondariale, che avrebbe come centro l’ambulatorio dentistico.

Dopo una serie di verifiche, pochi giorni prima di Natale, il 22 dicembre, gli inquirenti hanno deciso di procedere con una perquisizione, che ha dato esito positivo: all’interno della macchina dell’indagato è stata trovata una busta contenente cocaina.
L’uomo è stato quindi indagato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, aggravata dall’aver conservato droghe all’interno del carcere: una contestazione che, per la Procura, riguarda anche il fatto di avere nascosto la sostanza nella macchina, che era parcheggiata all’interno del cortile della struttura penitenziaria, o comunque nelle immediate vicinanze.
A insospettire gli investigatori anche il foglio contenente nomi e cifre: sono in corso accertamenti per verificare se si tratti effettivamente di un registro di vendite e pagamenti. In questi giorni, inoltre, verranno analizzati anche i dispositivi elettronici che sono stati sequestrati e all’interno dei quali gli inquirenti contano di trovare altre prove relative all’attività parallela svolta dall’odontotecnico.

Una conferma, inoltre, potrebbe arrivare anche dalle dichiarazioni di alcuni detenuti, che dovrebbero venire ascoltati dalla polizia giudiziaria e, se decidessero di collaborare, potrebbero fornire ulteriori dettagli.
Nel frattempo la Procura ha anche disposto verifiche sull’attività lavorativa dell’odontotecnico.

Fonte ilmessaggero.it