Salernitana, Nicola: “Mercato? Ho bisogno di due pedine”

Salernitana, Nicola: “Mercato? Ho bisogno di due pedine”

Davide Nicola, tecnico della Salernitana, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga contro il Milan. Ecco le sue dichiarazioni


Davide Nicola, tecnico della Salernitana, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga contro il Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

Novità dall’infermeria?
“A mio avviso Gyomber non è pronto e non sarà convocato. Out anche Sepe, Maggiore, Mazzocchi e Candreva come si sapeva da tempo. Per il resto stanno tutti bene”.

La lunga sosta può aver inciso?
“C’è stato il tempo per lavorare, siamo consapevoli che affrontiamo i campioni d’Italia Ci siamo preparati al meglio, con la stessa pazienza e la medesima curiosità. Il Milan ha una rosa ampia e di qualità, per tenere testa a certi avversari devi correre, essere coraggioso e proporre il tuo gioco. Ogni squadra prova ad imporsi, ad avere una propria identità. Limitarsi a…limitare non serve. I loro punti di forza sono noti, offendono con molti giocatori all’interno della metà campo avversaria e ripartono bene pur concedendo qualche spazio. Dovremo essere bravi a occupare gli spazi nei tempi giusti, l’abilità in fase di possesso potrà fare la differenza. Ci sono giocate che abbiamo provato e che pensiamo possano essere efficaci”.

Il mercato non ha portato in dote l’esterno destro atteso. Sambia è pronto?
“Sì. E’ un ragazzo fantastico. Non ha saltato un allenamento, si impegna, dà il massimo. Non ho Mazzocchi e Candreva, hanno performato tanto e per questo hanno giocato più degli altri. Chiunque lavora per la Salernitana prepara sè stesso per sfruttare il momento, noi tutti facciamo il tifo per lui. Non ha giocato molte partite, ora tocca a lui”.

Che Salernitana dobbiamo aspettarci dopo un mese e mezzo di stop?
“La partita, l’avversario e il momento possono far performare da subito o richiedere atteggiamenti diversi. Lo scopo, però, non cambia. Sono curioso, abbiamo voglia di riabbracciare il nostro pubblico e di giocare davanti a loro”.

Quanto è cambiata la sua Salernitana rispetto all’esordio di Nicola col Milan datato febbraio 2022?
“Beh, tanto. Anche la rosa è stata modificata. Oggi chiedo capacità di trasformare in tiro in porta la mole di gioco che si crea, siamo un po’ bassi sotto questo punto di vista pur efficaci. E voglio maggior coraggio nell’uno contro uno in fase difensiva, non dobbiamo perdere duelli nè sbagliare i tempi di gioco. Tenendo conto, però, che esistono anche gli avversari”.

Mese di gennaio delicato, importante, un calendario difficilissimo. Come sta la squadra sul piano atletico dopo il calo di novembre e come mai tutti questi infortuni?
“Siamo al di sotto per media infortuni in serie A, il Milan ha avuto tantissimi problemi sotto questo punto di vista e fa parte del gioco. Ogni 10 allenamenti c’è un rischio infortunio, ogni due partite altrettanto. Le gare ravvicinate non consentono di curare al massimo la prevenzione, si studiano protocolli ad hoc atti a salvaguardare la salute degli atleti. I veri problemi sono stati traumatici, mi vengono in mente Mazzocchi e Bohinen che è stato fuori tre mesi. Lovato ha avuto più di un infortunio e non ha potuto giocare con continuità. Ma non abbiamo più infortuni delle altre squadre. Quanto al lavoro svolto in queste settimane, a me interessa che la squadra sappia stare in campo e occupare bene gli spazi a prescindere da moduli e caratteristiche. La Salernitana, allo stato attuale, non è propensa a fare un altro tipo di gioco. La maggior parte dei difensori sono centrali o braccetti, forse Bronn è l’unico che può agire da terzino ma adattato. Se passi a 4 cambia il modo di stare in campo e di difendere. Io ho costruito il progetto tecnico-tattico sulla base delle peculiarità degli interpreti, credo che questa cosa sia stata fatta e anche bene. L’obiettivo è far coesistere i giocatori di qualità”.

Lovato gioca? E quale sarà la coppia d’attacco?
“Ho fatto delle rotazioni e ho cercato delle soluzioni. E’ possibile si parta con Piatek e Dia ma voglio vedere anche le caratteristiche dei difensori avversari. Dopo 4 giorni rigiocheremo ed è improponibile pensare a un titolare inamovibile, il passaggio del testimone è una logica conseguenza e dovremo abituarci a giocare 100 minuti a partita. Sono tutti titolari, questo fa la differenza e crea competitività negli allenamenti”.

Mercato aperto, questo fattore può incidere sulla testa dei calciatori? Si parla di addio di Bonazzoli…
“Federico si è allenato bene, non ha perso un giorno d’allenamento. Sono soddisfatto del lavoro di tutti. Quanto al mercato, è arrivato Ochoa e il suo sorriso è coinvolgente. La sua personalità potrà far bene. Il mercato è lungo, senza dubbio arriveranno altri giocatori e altri andranno via. E’ competenza del direttore e del presidente, ovviamente io dò le mie indicazioni partecipando alla condivisione di potenziali obiettivi per completare questa squadra. Quando non sono d’accordo dico quello che penso, il confronto è fondamentale. E’ gratificante che i nostri calciatori piacciano ad altre squadre, evidentemente non guido degli sprovveduti. Se io fossi un tifoso della Salernitana sarei attento all’atteggiamento e non all’errore tecnico-tattico. Sotto questo aspetto tutti sono stati all’altezza.  Con l’infortunio di Mazzocchi è chiaro serva un esterno destro e credo che arriverà”.

E’ un rammarico affrontare un Milan rabberciato in emergenza?
“Non mi fido di queste notizie, a me piace sempre considerare il massimo potenziale degli avversari pur riconoscendo il nostro. Non mi sento rabberciato e so che il Milan disporrà dei calciatori clou”.

Vilhena esterno sinistro è soluzione possibile?
“Se non ci fosse Bradaric sì, è l’unico che può interpretare questa posizione di campo a parte lui. Fermo restando che può fare anche la mezzala senza problemi”.

C’è emergenza a centrocampo?
“Ho detto al direttore sportivo che occorre prendere un giocatore che crei la giusta competizione con Bohinen. Maggiore è stato impiegato da play per emergenza, ma è una mezzala e io devo mettere i calciatori nei ruoli più congeniali alle loro caratteristiche. A me ora interessa la partita di domani. Gli interpreti ci sono, i cambi saranno all’altezza. Non ho preclusioni nei confronti di nessuno e mi confronto di continuo con il direttore sportivo”.

Come si trova il giusto equilibrio quando ci sono tre difensori centrali contro un unico centravanti?
“Leao è un esterno che però ha abitudine a spostarsi e fare coppia con il centravanti. Hanno trequartisti che agiscono tra le linee ma giocano anche molto nell’area avversaria. Con pazienza, tempo e lavoro si può migliorare tutto”.

Radovanovic centrale difensivo domani è una soluzione?
“Può fare due ruoli e lo sapete. Nella sua evoluzione tattica credo che dietro possa dare qualcosa in più, se non altro per lettura e capacità di guidare gli altri. Ha fatto sempre la sua parte”.

Ha parlato durante i mondiali con i vostri tre convocati?
“Il mister parla sempre un po’ troppo, credo che in certi momenti abbiano voglia di sentire altre persone”.