Napoli vs Torino, Juric: “… il Napoli è la squadra migliore che abbia mai visto”

Napoli vs Torino, Juric: “… il Napoli è la squadra migliore che abbia mai visto”

Napoli di scena a Torino contro la squadra omonima, tanti complimenti da Juric per questo Napoli formato Europa. Nessun cambio per Spalletti che schiera gli undici titolarissimi.


La partita delle 15:00 si annuncia con un clima sereno e distensivo. Parole di stima da parte di Juric per questo Napoli europeo che sta stupendo tutti. Dopo i complimenti in settimana da parte di Pep Guardiola, arriva anche l’elogio del tecnico granata. Le probabili formazioni sono, per il Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano, Osimhen, Kvaratskhelia. Mentre il Torino (3-4-2-1) schiera:  Milinkovic-Savic; Gravillon, Schuurs, Buongiorno; Singo, Ricci, Ilic, Rodriguez; Vlasic, Radonjic; Sanabria. Juric durante la conferenza ha dichiarato: “Stravedo per Spalletti, ci sono altri allenatori dal grande nome ma per me sono dei gestori. Io lo invidio per le conoscenze che ha. Poi è tosto, come ha detto lui abbiamo anche litigato in passato, ha questo carattere particolare (ride). Penso che il Napoli abbia due fuoriclasse, Spalletti e Giuntoli. Uno ha migliorato l’altro e il Napoli è la squadra migliore che abbia mai visto da quando sono qui. A Verona avevo capito subito che Rrahmani fosse un gran calciatore. Gli voglio bene. Con Kvaratskhelia non c’è strategia, devi farti il segno della croce e vedere come va”. Anche Spalletti ha parlato del match: “Con il Torino sarà una partita difficile, non cambierà atteggiamento come ha fatto l’Eintracht mercoledì per provare a recuperare il risultato. Serve rispetto per Juric e per il suo lavoro, il Torino è un avversario complicato, asfissiante in tutto quello che fa, con un livello di fatica alto in partita. Quando hai la palla ti costringono a un duello costante. Ti pressano continuamente e ti mettono il fiato sul collo. Per una squadra come noi sarà difficile. Il Torino ha un portiere di qualità, quando gli arriva la palla credi di andare a metterlo in difficoltà e invece lui rilancia la palla per 70 metri e ti cambia l’azione. Hanno soluzioni fisiche ma anche tecniche in avanti. Non vogliono accorciare il campo, giocano da cavalli sciolti nelle praterie e in libertà, diventa complicato trovare le distanze giuste”.