Dall’Italia che siamo stati all’Italia 4.0: un ciclo di incontri promosso dalla Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli

Dall’Italia che siamo stati all’Italia 4.0: un ciclo di incontri promosso dalla Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli

La Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli e il Fondo Rita De Santo Alfano si fanno promotori di un ciclo di incontri di approfondimento con ospiti illustri che si articoleranno in dibattiti, interviste e confronti su diversi temi di interesse e di attualità.


NAPOLI – La Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli e il Fondo Rita De Santo Alfano si fanno promotori di un ciclo di incontri di approfondimento con ospiti illustri che si articoleranno in dibattiti, interviste e confronti su diversi temi di interesse e di attualità.

Il primo di questi eventi si terrà il 13 aprile p.v alle ore 17,30 presso il Museo Gallerie D’Italia in Via Toledo 177, nell’ambito della rassegna “Napoli città libro”.

Il dibattito, moderato dalla giornalista Veronica Gentili, cui porterà il saluto dell’amministrazione l’assessore al Bilancio e al Patrimonio del Comune di Napoli Pier Paolo Baretta, sarà introdotto da Antonio Alfano, Vicepresidente della Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, e vedrà la partecipazione del Senatore Pier Ferdinando Casini, del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini e del Presidente della Fondazione Prof. Adriano Giannola (Presidente della SVIMEZ) , che partendo dalle loro ultime pubblicazioni (“C’era una volta la politica” di Pier Ferdinando Casini – Piemme Editore e “Uguali per Costituzione” di Ernesto Maria Ruffini – Feltrinelli Editore), ci forniranno, con la loro esperienza, interessanti spunti di riflessione sulla storia della nostra Repubblica, sui traguardi raggiunti, sulle occasioni perdute e sui passaggi fondamentali della politica italiana degli ultimi 40 annI C rediamo fermamente che incontri come questo possano essere una buona occasione per unI. confronto critico e costruttivo sul passato perché la conoscenza della nostra storia è la premessa necessaria per capire il presente e per poter guardare al futuro con consapevolezza affrontando responsabilmente i cambiamenti fisiologici del Paese nel rispetto dei valori propri di una società civile.