Ex prof. investita dopo la messa e morta in ospedale. La famiglia: “Non è stato un incidente”

Ex prof. investita dopo la messa e morta in ospedale. La famiglia: “Non è stato un incidente”

“Abbiamo visto dei filmati. Non abbiamo dubbi: il colpo è stato troppo forte e troppo violento. Vogliamo giustizia”. Disponibile un numero telefonico per segnalazioni su quanto accaduto


MARCIANISE – Chiedono giustizia e chiarezza i familiari Angelina Morello, la docente in pensione morta sabato scorso ad 82 anni dopo un mese di agonia a seguito di un episodio ancora da chiarire del tutto.

La donna era deceduta a seguito delle ferite riportate per una caduta dopo la messa, a Marcianise. Secondo  le autorità è stato un incidente, un investimento da parte di un uomo in bicicletta. Per la famiglia e per il loro legale, invece, non ci sono dubbi: Angelina è stata aggredita al ritorno dalla Messa, probabilmente per uno scippo. Nella giornata di ieri, le telecamere del programma di Rai 1 “La Vita in Diretta” sono state a Marcianise per raccogliere le testimonianze dei familiari, in particolare della figlia Teresa Tartaglione e dell’avvocato Pasquale Acconcia, legale di fiducia della famiglia.

Alle telecamere Rai, Teresa ha detto apertamente di non credere all’incidente, forte dell’evidenza di un filmato che ha visto e che incastrerebbe l’investitore, scappato subito dopo l’impatto: “Abbiamo visto dei filmati. Non abbiamo dubbi: il colpo è stato troppo forte e troppo violento. Vogliamo giustizia e vogliamo combattere velo di omertà che c’è su questa tragedia. Stanno proteggendo i vili”.

E’ dello stesso parere l’avvocato Acconcia: “La collana è stata strappata, come vedete (mostra il reperto alla telecamera, ndr). La gente che ha visto purtroppo non parla”.

Ad aumentare lo strazio che sta vivendo la famiglia c’è il fatto che non stati ancora fissati i funerali, in attesa della conclusione della procedura di autopsia disposta Procura. La famiglia ha inoltre messo a disposizione un numero whatsapp 331.6693828, per chi volesse segnalare quanto visto e collaborare, in forma anonima, con chi sta conducendo le indagini.