Focus Real Madrid – Napoli. Crollo nel finale al Bernabeu: qualificazione rinviata all’ultima giornata!

Focus Real Madrid – Napoli. Crollo nel finale al Bernabeu: qualificazione rinviata all’ultima giornata!

Finisce malissimo al Bernabeu, con un 2-4 che rinvia il discorso qualificazione all’ultima giornata. Simeone e Zambo Anguissa per gli azzurri, Rodrygo, Bellingham, Paz e Joselu per la squadra di Ancelotti.


MADRID – Si sa che al Bernabeu non è facile per nessuno, ma il Napoli ce l’ha messa davvero tutta per complicarsi la vita, sia in questa partita che per quanto riguarda la qualificazione agli ottavi che, a questo punto, passa irrimediamilmente attraverso l’ultima partita contro il Braga: basterebbe anche un pareggio contro i portoghesi, è vero, ma questo Napoli sarebbe capace di qualunque cosa, anche di rimettere in gioco un secondo posto che, alla vigilia del torneo, sembrava essere molto più alla portata di quanto poi il campo abbia detto.

Stasera, intanto, il campo ha detto che il Real Madrid vince per 4-2, nonostante tante assenze di rilevo ma trascinato dalla freshezza dei suoi giovani di talento e si porta a casa qualificazione e primo posto, lasciando il Napoli a giocarsi tutto negli ultimi novanta minuti di questa fase a gironi, in una partita da dentro-o-fuori contro il Braga.

Eppure, gli azzurri erano arrivati a sei minuti (più recupero) dalla qualificazione, quando il risultato era ancora sul 2-2, utile per passare matematicamente come secondi e potersi giocare qualche spicciolo sulle residue speranze di vittoria del girone. Grasso che colava, non fosse stato per il gol di Nico Paz, ennesimo prodotto della cantera madrilena, che rovina il sogno partenopeo di uscire, per la prima volta nella sua storia (recente e passata), con un punticino in mano e una qualificazione in tasca.

Ma il Napoli è una squadra fantastica nel farsi del male da sola, come se non bastassero i talenti delle merengues a fare la differenza. Non inganni il risultato: la squadra di Mazzarri ha raccolto pragmaticamente quel poco che ha seminato, segnando due gol forse nei momenti peggiori, ad inizio primo tempo quello del Cholito, ad inizio ripresa quello di Zambo, ai quali è seguita la reazione veemente del Real Madrid che non si è fatta attendere, materializzandosi nei gol di Rodrygo, Bellingham, Nico Paz e Joselu.

Doveva essere un Real Madrid in difficoltà, rimaneggiato dalle assenze di molti uomini chiave come Courtois, Modric e Vinicius, ma le nuove leve non hanno fatto rimpiangere le assenze ed Ancelotti la porta a casa grazie al talento immenso dei suoi giovani campioni: Bellingham fa la differenza in mezzo al campo facendo ammattire difesa e centrocampo del Napoli con rulete, piroette, dribbling, tunnel, inserimenti con e senza palla; il gol è a corredo di una partita di enorme proficuità e una conferma di come il centrocampista (o attaccante, con quei numeri) sia attualemente il numero uno in Europa.

Mezzo Napoli fa una figura barbina nel tentativo di frenare l’esuberanza dell’ex Dortmund, compreso Lobotka, mai visto così in difficoltà sia nella schermatura dell’asso inglese che nella costruzione del gioco.
Naturalmente, i problemi di questo Napoli vanno addebitati allo slovacco, ci mancherebbe, anzi, proprio lui che è sempre uno degli ultimi a mollare e a perdere la bussola.

Di certo non ci poteva aspettare che Mazzarri, in due settimane risolvesse i tanti problemi che affliggono questa squadra con lo slogan “In questi due anni ho imparato il Napoli di Spalletti”, perchè restano ancora da risolvere tante incertezze legate al Napoli di Garcia: in attacco come in difesa ci sono limiti e lacune evidenti, stasera ancora più rimarcate contro una squadra come il Real Madrid.

Dietro, i partenopei sono un colapasta: stasera quattro gol al passivo che potevano essere molti di più non fosse stato per Meret e per l’imprecisione degli attaccanti avversari. Il rischio della goleada diventava sempre più concreto, nella ripresa, quando la pressione del Real diventava difficilmente gestibile e la difesa azzurra barcollava ad ogni sollecitazione. Tante le incertezze sul piano difensivo, a partire da Meret, che ha sulla coscienza il gol di Paz, ma appare insicuro anche in altre circostanze. Malissimo la coppia centrale Rrahmani-Natan: il primo continua l’affannosa ricerca di uno stato di forma apprezzabile, ma anche stasera ha faticato a tenere in piedi la baracca, l’altro cerca di mettere una pezza dove possibile, ma sul più bello, Bellingham gli sfila alle spalle e lo scherza come un mestierante alle prime armi. Male anche Juan Jesus, al quale non viene chiesto di spingere sul binario mancino per ovvi motivi, non per questo riesce ad emergere dal marasma generale dal quale sa salva solo Di Lorenzo solo grazie all’enorme contributo che riesce ad elargire in fase offensiva, molto di più di quanto facciano i suoi colleghi attaccanti. Stasera un assist e mezzo per il capitano, una nota positiva di una serata da dimenticare.

In attacco, dicevamo, poca roba a dispetto di due reti segnate al Bernabeu che poca roba non lo è mai. Davanti si fatica a trovare la via della rete, nonostante Simeone abbia giocato un buon primo tempo, con un gol ed un tiro verso la porta di Lunin. Il paradosso è che con l’ingresso di Osimhen gli azzurri hanno cominciato gradualmente a perdere metri di campo a favore di un Real che, al contrario, è emerso alla distanza. Osimhen ha fatto quello che ha potuto, male assistito da Kvara stasera, ampiamente sotto la sufficienza, nonostante il giorgiano sia stato parte attiva nella costruzione del gol di Simeone. Troppo poco per uno come lui, dal quale ci si aspettano sempre grandi giocate ma che, ultimamente arrivano con il contagocce ma non per colpe esclusivamente sue. Troppo solo contro gli avversari, senza l’ausilio di Juan Jesus imbottigliato nelle retrovie e senza Zielinski poco presente nelle sue vicinanze, è impossibile per lui creare qualcosa di importante.

Si salva dalla insufficienza anche Zambo Anguissa, semplicemente per il bel gol che ha, sul 2-2, ha ridato speranza alla causa azzurra. Prima e dopo, anche lui in grande sofferenza nel contenimento di Bellingham e Brahim Diaz, per l’occasione in abito da “finti nueve” a creare scompiglio nei vuoti lasciati da Rodrygo che, al contempo, liberava spazi orbitando largo a sinistra. Male Lobotka, incapace di orchestrare gioco, quasi invisibile Zielinski, se si fa eccezione per una conclusione velleitaria a cavallo dell’intervallo, malissimo Cajuste, entrato proprio al posto del polacco, uscito per infortunio, e che fa in tempo a farsi uccellare da Nico Paz e prendersi un giallo per simulazione.

Una sconfitta che, in generale, andava messa in preventivo per l’evidente disparità dei valori in campo e dello stato di forma, fisico e psicologico delle due squadre. Mazzarri sta, indubbiamente, svolgendo un buon lavoro sotto il profilo mentale della squadra, cercando, in primis, di cementare il gruppo e ridare quella serenità nei pensieri e l’armonia nel gioco propri a questa squadra la scorsa stagione. Il gruppo è molto più compatto e coeso ma ciò non è sufficiente a portare a casa risultati. La vittoria di Bergamo è stata un gran biglietto da visita per Mazzarri, che ha sfruttato benissimo la ventata di cambiamento che ha permeato la squadra, ma al Bernabeu c’è stato un brusco ritorno alla realtà.

C’è da lavorare per Mazzarri, e non è una notizia per il tecnico toscano, ma il calendario non aiuta, con l’Inter alle porte, in un match che, vincendolo, potrebbe riaccendere una fievole luce di speranza di reinserimento nella corsa-Scudetto. Onestamente, il Napoli visto stasera, lo Scudetto lo vedrà festeggiare ad altri ma, per fortuna, in Serie A non ci sono squadre al livello delle “merengues”, altrimenti ci sarebbe stato davvero da preoccuparsi.

I voti: Meret (5); Di Lorenzo (6,5); Rrahmani (4,5); Natan (4,5); Juan Jesus (5); Zambo Anguissa (6); Lobotka (5); Zielinski (5); Politano (5); Simeone (6,5); Kvaratshkelia (5).

Dalla panchina: Cajuste (4,5); Elmas (5); Osimhen (5); Zanoli (sv); Raspadori (sv)

Il mister: Mazzarri (5,5)

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