Due decessi a Scafati nel giro di poche settimane: una donna di 59 anni e un uomo di 60 anni sono morti a causa dell’assente punto di primo intervento e della scarsa dotazione di ambulanze con personale medico specializzato sul territorio. L’ultimo episodio, avvenuto mercoledì 15 novembre, ha messo in luce ancor di più la grave emergenza sanitaria nella provincia di Salerno. Il sindaco Pasquale Aliberti, a seguito di un’ordinanza e diversi incontri per analizzare la problematica, ha dichiarato che la riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale Mauro Scarlato non può più aspettare e serve al più presto intervenire.
Malasanità a Scafati, il sindaco tuona: “La riapertura del Pronto Soccorso non è più rinviabile”
Il primo cittadino, in una lunga nota, ha spiegato l’ultimo episodio: “La notizia del sessantenne scafatese deceduto ieri mattina ci convince sempre più della necessità di ripristinare da subito il pronto soccorso presso il Mauro Scarlato e, quanto prima, riaprire il nosocomio che insiste sul territorio di Scafati e che ha sempre servito un territorio che va ben oltre quello scafatese, ben oltre i 50mila abitanti. Anche se questa volta il paziente è stato immediatamente soccorso una volta arrivato in ospedale, già in arresto cardiaco, pure in assenza del punto di primo intervento, grazie alla prontezza del personale medico e paramedico in servizio. Purtroppo la lunghissima e inutile attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118 ha fatto perdere tempo prezioso allo sfortunato sessantenne verosimilmente vittima di un attacco cardiaco.“
Il sindaco di Scafati ha sottolineato di aver già intimato il ripristino del pronto soccorso e del punto di primo intervento, invitando il direttore generale dell’ASL di Salerno Gennaro Sosto e la Regione Campania per una revisione dell’attuale organizzazione al fine di ripristinare i servizi a tutela dell’emergenza sanitaria per il territorio scafatese e per chiunque necessiti di interventi cure salvavita.
Poi: “Il sessantenne deceduto ieri ha provato l’inutile corsa verso quello che un tempo era il pronto soccorso, questo perché l’ambulanza tardava ad arrivare. Mi chiedo come sia possibile ricostruire un pronto soccorso base se non abbiamo neanche i medici del 118. Lo dimostrano le auto mediche che dovrebbero supportare le ambulanze che disperatamente abbiamo accettato di ospitare presso la struttura di Scafati Solidale appena sarà possibile. È tutta una presa in giro? Ribadisco quanto già detto in precedenza. Non arretrerò di un passo rispetto alla battaglia per la riapertura del Mauro Scarlato, che va garantito a tutela del diritto alla salute non solo della mia comunità ma di tutta l’area territoriale servita dal presidio sanitario scafatese.”




