Focus Napoli – Cagliari. Il ritorno della “premiata ditta” Osi-Kvara: tre punti d’oro con vista Champions

Focus Napoli – Cagliari. Il ritorno della “premiata ditta” Osi-Kvara: tre punti d’oro con vista Champions

Seconda vittoria consecutiva al Maradona, ottenuta contro il buon Cagliari di Ranieri. Finisce 2-1 una partita soffertissima e decisa, nella ripresa, dai gol di Osimhen e Kvaratshkelia. Per il Cagliari, il momentaneo pareggio dell’ex-Pavoletti. Azzurri adesso al quarto posto, in attesa dello scontro diretto Bologna-Roma.


NAPOLI – Solo una settimana fa il Maradona era un tabù da sfatare; contro il Cagliari arriva la seconda vittoria consecutiva interna, da sommare a quella ottenuta contro il Braga, che proietta (provvisoriamente) gli azzurri al quarto posto in graduatoria, in attesa di Bologna – Roma, il desueto scontro diretto tra le altre due squadre che se lo contendono, insieme al Napoli.

Intanto, i partenopei fanno il loro dovere, prendendosi i tre punti di platino, utili a non perdere contatto con la zona-Champions, e non è stata un’impresa facile, contro la squadra di Ranieri, reduce dalla rimonta incredibile contro il Sassuolo e che, dunque, sarebbe scesa a Fuorigrotta con l’entusiasmo ritrovato dopo una vittoria importante e con la convinzione di poter fare l’ennesimo sgambetto ai campioni d’Italia.

La parola d’ordine è: sofferenza. Perchè il Napoli la porta a casa con grande affanno ed il risultato finale, 2-1 è lì a testimoniarlo, non tanto per quanto gli azzurri abbiano fatto vedere in campo ma per l’enorme difficoltà di trovare la via del gol a dispetto dell’enorme numero di tentativi di andare a bersaglio. Tanti tiri verso la porta del Cagliari ma mai veramente pericolosi ed alla fine, come spesso è accaduto in questa stagione, è stato Meret ad aver effettuato più parate decisive rispetto al collega Scuffet, in particolar modo nel primo tempo, dove il numero uno azzurro ha dovuto metterci una pezza opponendosi a Nandez lanciato a rete, in solitaria.

Per il resto, la solita grande arruffoneria mascherata dalla grande voglia di fare da parte degli attaccanti di Mazzarri che, in un modo o in un altro riescono a metter piede in area di rigore del Cagliari ma, quasi mai, incapaci di piazzare il colpo decisivo. Sfortunato Rrahmani che colpisce il palo, ma nel primo tempo, tante sortite offensive producono solo tiri fuori misura. Osimhen si danna l’anima ma la porta la vede poco o mai, anzi il nigeriano sembra essere anche abbastanza nervoso, rimedia un giallo per gioco pericoloso e la partita sembra essere indirizzata verso un altro digiuno di gol in campionato. Così come Kvara, che è più incisivo rispetto alle ultime uscite, mandando in tilt Nandez un paio di volte, ma inefficace negli ultimi sedici metri, laddove il suo piede dovrebbe fare la differenza. Molto meglio a destra, dove gli azzurri spingono con continuità grazie al binomio Di Lorenzo ed il prolifico Politano, anche oggi tra i migliori in campo.

Ma si deve aspettare la ripresa per vedere il meglio che il match riserva e, soprattutto, l’ingresso di Mario Rui, l’ingranaggio cha mancava tantissimo per innescare anche la catena di sinistra e far arrivare rifornimenti interessanti all’altrimenti abulico Osimhen. Mazzarri pesca dal mazzo il jolly portoghese che, subentrato a Natan, entra nel vivo del match calibrando alla perfezione un cross che il numero nove traduce con il colpo di testa del vantaggio. Gol meritatissimo per un Napoli dominante come poche volte abbiamo visto ma che peccava, come detto, di incisività sotto rete.

Un gol che avrebbe dovuto spegnere le residue velleità di un Cagliari, a dire il vero mai rinunciatario, ma che avrebbe potuto accusare il colpo dello svantaggio. Al contrario, il sornione esperto di Ranieri sa bene quali siano le fragilità del Napoli, una tra tante, l’esposizione di difensori macchinosi come Rrahmani e Juan Jesus al cospetto di attaccanti rapidi e veloci nel prendere posizione in area di rigore: difatti Zito Luvumbo, entrato da poco, si beve il centrale kosovaro e sul suo cross in mezzo, Pavoletti brucia sul tempo Juan Jesus infilando in rete il gol del pareggio. Grave disattenzione per la coppia centrale che, purtroppo, si conferma, in una fase di grande difficoltà; strana la rinuncia di Mazzarri a Natan e non a Juan Jesus per dare spazio a Mario Rui. Siamo sicuri che JJ possa dare più garanzie ed affidabilità di Natan che, prima del cambio di ruolo, non stava demeritando? Resta l’ennesimo episodio che condanna il pacchetto difensivo azzurro, questa stagione troppo al di sotto delle aspettative, come dimostra anche l’occasione cestinata dal Cagliari, con Dossena, che di testa manda alto, da pochi metri il possibile 2-2. La cessione di Kim è un alibi che non regge più.

Almeno, il gol del pareggio cagliaritano non getta il Napoli nello sconforto più totale. Anzi, la spinta offensiva torna ad essere intensa e costante. Nonostante ciò, occorre una giocata fenomenale di Osimhen per scardinare la difesa sarda: il nigeriano controlla il pallone, in palleggio, tra almeno cinque difensori del Cagliari, sgusciandogli in mezzo, senza perdere il controllo della palla in modo poco spiegabile, fornando un pallone d’oro a Kvarashkelia che insacca alla destra di Scuffet dopo aver mandato a schiantare la sfera contro il palo interno. Un gol bellissimo quanto sudato per Kvicha, per lui meritato dopo una partita finalmente su livelli accettabili, a prescindere dalla rete, importantissima per se stesso e la squadra, per il morale che, in assenza del quale, sarebbe potuto affondare a livelli preoccupanti.

Il ritorno al gol della premiata ditta Osi-Kvara si aspettava da tempo immemore, Mai, in questa stagione si era assistito ad una marcatura interamente costruita dai due attaccanti. Oggi, Osi si trasforma in uomo-assist, Kvicha nel bomber che finalizza. Di solito è il contrario, ma se queste sono le eccezioni alla regola, che ben vengano. Il tutto in un contesto che ha visto entrambi i calciatori in crescendo, dopo un primo tempo balbettante. Fa piacere segnalare una buona prova anche della mediana, con Lobotka e Zambo finalmente nei panni dei dominatori di centrocampo: il camerunense è dinamico per tutta la durata del match giocando con un baricentro molto più alto del solito; lo slovacco è più nel vivo della manovra, tocca tanti palloni ed è forse questo l’aspetto che più risalta da quando Mazzarri ha preso il posto di Garcia. C’è anche un discreto Cajuste, oggi pomeriggio, che non fa rimpiangere Zielinski e l’ultimo Zielinski ha poco per cui essere rimpianto.

Una buonissima vittoria, in generale, che fa bene allo spirito oltre che alla classifica. In attesa della coppa Italia e dello scontro-Champions contro la Roma, sarebbe stato davvero catastrofico parlare di una squadra incapace di fare bottino pieno contro il Cagliari. Un altro risultato negativo sarebbe stato quasi impossibile da digerire, alla luce di un rischio di tracollo psicologico più che mai concreto. Tre punti sofferti e meritati, ottenuti con una bella prova di carattere, da parte di una squadra che si è dimostrata più forte delle sue imperfezioni e che ha finalmente (ri)trovato l’estro dei suoi trascinatori. Se sia stato un episodio singolo o l’inizio di una radicale trasformazione di questa squadra ce lo dirà l’esito delle prossime partite. Intanto, godiamoci per 24 ore il quarto posto, pochi mesi fa dato per scontato ma che oggi va difeso e protetto ad ogni costo.

 

I voti: Meret (6,5); Di Lorenzo (6); Rrahmani (5,5); Juan Jesus (5); Natan (6); Zambo Anguissa (6,5); Lobotka (6,5); Cajuste (6); Politano (7); Osimhen (7,5); Kvaratshkelia (7).

Dalla panchina: Mario Rui (7); Raspadori (5,5); Zanoli (sv); Gaetano (sv); Lindstrom (sv)

Il mister: Mazzarri (7).

 

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