Focus Napoli – Monza. Chiusura d’anno senza botti: gli azzurri salutano il 2023 con un deludente 0-0 al Maradona

Focus Napoli – Monza. Chiusura d’anno senza botti: gli azzurri salutano il 2023 con un deludente 0-0 al Maradona

Mesta chiusura di 2023 per i campioni d’Italia, che non vanno oltre un deludente pareggio a reti bianche contro il Monza di Palladino, che senza strafare, porta via un punto prezioso nonostante un penalty sprecato da Pessina, a metà ripresa. Poco Napoli, che tira poco e male: Kvara e Gaetano sbagliano a pochi passi da Di Gregorio. Nel finale, Mazzarri e Palladino espulsi per proteste.


NAPOLI – Un’altra tappa di un’inarrestabile discesa verso il basso. Neppure il turno casalingo, ultimo di questo 2023 dolce-amaro, contro il Monza è buono per riportare gli azzurri sulla retta via che è stata smarrita, ma almeno un punticino è arrivato, anche se dal sapore della mezza sconfitta, al termine dell’ennesima brutta prestazione dei partenopei, culminata con lo 0-0, a recriminare di più potrebbero essere proprio i bianco-rossi di Palladino che, a metà ripresa, hanno sprecato la più saporita delle occasioni, con il penalty di Pessina appoggiato tra i guantoni di Meret, ancora una volta il salva-Napoli di giornata.

Poco altro c’è di positivo, infatti, in questa giornata grama per i colori azzurri a cui non è sufficiente l’attenuante delle pesantissime assenze che costringono Mazzarri ad una formazione d’emergenza, soprattutto in attacco, dove le assenze di Osimhen e Politano si sono fatte sentire e non poco. Raspadori in attacco e Zerbin a destra hanno combinato poco o nulla nel loro trascorso in campo: male Jack, che da centravanti la porta di Di Gregorio non la vede mai; male anche l’ex-Frosinone, che conferma, per l’ennesima volta, che certi palcoscenici non sono di sua pertinenza. Duole ammetterlo ma è così.

Duole dover ammettere anche di un Kvara ancora una volta tra i peggiori nonostante una partita di enorme sacrificio e sofferenza, a prendere botte e falli dal difensore di turno. Ci può stare perdere le staffe all’ennesima trattenuta di maglia, che quasi potrebbe costare un rosso al georgiano, non è però ammissibile che, nell’unica occasione limpida a sua disposizione, viene dilapidata con una ciabattata senza pretese consegnata a Di Gregorio.

Un gol, quello sprecato da Kvara che fa pari con quello, nel recupero, sperperato da Gatano: stessa posizione, stesso esito. In pratica, le uniche due vere occasioni costruite dal Napoli nel secondo tempo, anzi dell’intera partita nella quale, per il restante tempo di gioco, il forcing (se vogliamo chiamarlo tale) esercitato dagli azzurri è improduttivo. Chiunque giochi non cambia le carte in tavola, neppure gli ingressi di Simeone e Lindstrom accorrono in soccorso di un Mazzarri in piena confusione tecnica e a corto di idee. L’aggravante è che il “suo” Napoli manca soprattutto nell’anima, nell’orgoglio, nella voglia di lottare e di vincere, nel tentativo di salvare il salvabile in una stagione che può avere esiti terrificanti. Al momento, la gestione del mister di San Vincenzo è deficitaria, da esonero se non fosse stato chiamato a portare la bagnarola-Napoli in lidi sicuri, per quella un’altra scelta poco brillante da parte di De Laurentiis che, erroneamente, pensava che i mali di questa squadra provenissero esclusivamenete dalla gestione-Garcia, mettendo le mani sul fuoco sulla bontà delle risorse umane e tecniche a disposizione. Evidentemente sbagliava.

Una squadra che risente, in questo momento di piena crisi, anche della mancanza di un leader in mezzo al campo, capace di fare gruppo anche a partita in corso e non soltanto nello spogliatoio. Al contrario, coloro che sarebbero preposti a questo delicato compito sono, negli ultimi mesi, proprio le principali cause di questo disastro. Si è visto anche oggi quanto fosse visibile a occhio nudo e profano il nervosismo e la tensione che permeava nei calciatori ad ogni pallone giocato, soprattutto in difesa, dove la sfera sembrava una bomba ad orologeria pronta a scoppiare. Un’ansia predominante, che provocava nervosismo che portava alla confusione più totale: un fiume di sensazioni e di emozioni negative difficili da gestire da questo Napoli in balia delle onde.

Poco altro da dire su questo ennesimo passo falso dei campioni d’Italia, che domani potrebbero perdere un’altra posizione in classifica, se l’Atalanta dovesse battere il Lecce e con la Lazio ad un soffio, se la formazione di Sarri dovesse battere il Frosinone. Potenzialmente ottavi, virtualmente fuori dalle coppe: un modo peggiore per chiudere questo 2023 davvero non si sarebbe riuscito a trovare; uno scenario impensabile solo pochi mesi fa, quando questa squadra dominò lo scorso campionato.
Speriamo in un 2024 migliore, nel frattempo buon Capodanno a noi, a voi, al Napoli e a tutti i napoletani.

 

I voti: Meret (7,5); Di Lorenzo (5,5); Rrahmani (5,5); Juan Jesus (5,5); Mario Rui (5); Zambo Anguissa (5); Lobotka (5,5); Zielinski (4,5); Zerbin (5); Raspadori (5,5); Kvaratshkelia (4,5).

Dalla panchina: Simeone (sv); Gaetano (5); Lindstrom (5); Contini (sv)

Il mister: Mazzarri (5).

 

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