Focus Napoli – Salernitana. Rrahmani sul filo del rasoio e il derby campano si tinge di azzurro. Al Maradona è 2-1 per il campioni d’Italia

Focus Napoli – Salernitana. Rrahmani sul filo del rasoio e il derby campano si tinge di azzurro. Al Maradona è 2-1 per il campioni d’Italia

Torna alla vittoria, il Napoli di Mazzarri che batte nel derby campano, una pur buona ed organizzata Salerniata che cede solo nei minuti di recupero. I granata passano con il capolavoro di Candreva, ma vengono raggiunti dal penalty trasformato da Politano e ribaltati, nel forcing finale partenopeo, dall’inserimento vincente di Rrahmani. Infortunio per Cajuste, sostituito da Demme, poi decisivo nell’azione-gol del difensore azzurro. Ed ora, spazio alla SuperCoppa in Arabia Saudita.


NAPOLI – All’ultimo istante, il gol di Rrahmani, nella confusione creatasi in area di rigore granata, nel disperato tentativo di prendere per i capelli una vittoria soffertissima. E stavolta, la fortuna arride ai campioni d’Italia che con il centrale kosovaro riescono a trovare lo spiraglio giusto per portare a casa una vittoria che mancava da quella ottenuta contro il Cagliari, con il medesimo punteggio e con la stessa sofferenza.

Una vittoria che permette agli azzurri di riprendere slancio ed almeno rivedere la zona-Europa, che per una settimana aveva sbattuto agli azzurri la porta in faccia dopo la prestazione contro il Torino, al limite dell’indecenza, ma anche per acquisire morale, dopo una settimana tormentata nella quale gli azzurri si sono auto-puniti entrando in ritiro volontario, ed approcciarsi in modo decoroso ad un appuntamento importante come la Supercoppa italiana, in scena da Giovedì prossimo e che vedrà gli azzurri protagonisti contro la Fiorentina.

Per questo ed altri motivi, la partita contro la Salernitana aveva un esito tutt’altro che scontato, vuoi perchè il derby campano è una partita particolarmente sentita, soprattutto dai granata, che già pregustavano di venire a banchettare in quel del Maradona, approfittando di un avversario che, per quanto blasonato e superiore tecnicamente, vive un periodo di sfortune ed enormi mancamenti sotto ogni aspetto. E per poco non vi riesce, perchè senza il gol di Rrahmani, la Salernitana avrebbe portato a casa un buon punto, figlio di una partita accorta e ben preparata, dove rischia il giusto ma pagando, nel finale, l’atteggiamento del suo allenatore, che decide di chiudersi a riccio per blindare il pareggio piuttosto che provare addirittura il colpaccio da tre punti. Stavolta, a differenza delle scorse occasioni, anche un Napoli in affanno riesce a trovare il pertugio giusto, abbattere il fortino e godersi qualche giorno di serenità.

Come è stata la partita del Napoli? Il gol di Candreva, che nel primo tempo porta avanti i suoi, rievoca i demoni che accompagnano il Napoli degli ultimi tempi ma anche il potere di scuotere una squadra che, anche questo pomeriggio, cercava stancamente la via della rete attraverso una manovra cervellotica ed una labirintica rete di passaggi che non hanno prodotto alcun pericolo di rilievo alla porta di un tranquillo Ochoa. Simeone, scelto al posto di Raspadori come vice-Osimhen è inconsistente, almeno fino all’ultima azione dell’intervallo, quando riesce a procurarsi il penalty che porterà al pareggio momentaneo. A seguire, un secondo tempo che neppure il cambio di modulo riesce a far decollare: il 4-2-3-1 con Raspadori sottopunto è tutto fuorchè efficace ed Ochoa è operativo solo perchè Kvara gli spara il pallone addosso da pochi metri, confermando che l’astinenza da gol è una patologia ancora difficile da sconfiggere.

Politano, dagli undici metri rompe un digiuno di gol che durava dal gol decisivo di Kvara contro il Cagliari; dopo quel gol l’oblio. A proposito di Kvara: si attendevano segnali di risveglio anche da parte sua, dopo ala partita di Torino, nella quale è apparso tra i peggiori in campo. Indubbiamente un paio di gradini in più per il numero 77 partenopeo, molto più nel vivo del gioco anche se, nelle azioni in cui viene chiamato in causa in modo più diretto, dimostra ancora una volta quanto, ultimamente, sia scarso il suo feeling con il gol: nella ripresa due limpide occasioni che, nei tempi migliori avrebbe sfruttato diversamente (e meglio), la seconda, soprattutto, a tu per tu con Ochoa, trasformata nell’ennesimo spreco sottoporta, negli ultimi minuti di gioco, a mo’ di preludio a quello che sarebbe potuta essere l’ennesima serata storta per lui e per la squadra. A condire il tutto, un’ammonizione, rimediata ingenuamente, che gli farà saltare il prossimo impegno di campionato, essendo diffidato.

E per un Kvara ancora da recuperare finalmente c’è Amir Rrahmani che, finalmente, esce dal retro della lavagna per accomodarsi sul podio dei migliori in campo. Naturalmente, il gol-partita fa tutta la differenza del mondo in una prova altrimenti normale ma che, per gli standard offerti ultimamente dal centrale ex-Verona, sarebbe stata comunque da considerare da ampia sufficienza. Fa piacere anche per Diego Demme, ai margini della squadra fino a qualche settimana fa, ma professionista esemplare nel suo modo di stare in campo ed offrire il meglio di se anche se con la valigia pronta. L’ingresso dell’italo-tedesco è essenziale ai fini del conseguimento della vittoria, per il contributo fornito nell’azione del gol, sebbene dettato più dalla disperazione di Mazzarri nel tappare l’ennesimo buco lasciato dall’infortunio di Cajuste che per esigenze tecnico-tattiche.

Squadra in emergenza, raffazzonata e minata dalle assenze, quella presentata da Mazzarri che ha proposto un centrocampo decisamente sperimentale, ma obbligato, formato da Lobotka, supportato dell’inedito duo Cajuste-Gaetano posti ai suoi lati. Non una grande impressione, quella lasciata dalla mediana azzurra, con lo slovacco in debito di ossigeno e lucidità giù da settimane, orfano dei polmoni di Zambo Anguissa e di Zielinski, ormai ufficiosamente un ex-calciatore azzurro, con probabile destinazione Inter. Cajuste, dal canto suo, prima dell’infrtunio che (per fortuna) costringe Mazzarri a cambiarlo con Demme, ci mette il solito impegno e grande grinta anche se, in certe occasioni, la troppa voglia di ben figurare si trasforma in confusione, mentre Gaetano, a cui si chiedeva un quid supplementare di tecnica e creatività, fallisce l’appuntamento nella sua prima da titolare. Impossibile pensare ad un Napoli non-interventista, in ottica mercato, nel reparto mediano, ma il tempo scorre e il bisogno e la necessità di ricambi, non solo per un fattore numerico ma anche per dare una sferzata di freschezza nella squadra, è assolutamente improrogabile.

Il ritiro avrà avuto la sua piccola parte di benefici nel raggiungimento della vittoria, ma non può essere il solo deterrente per dare uno scossone ai partenopei che, comunque, hanno dovuto soffrire fino al minuto novantacinque prima di poter brindare alla vittoria. C’è bisogno di freschezza atletica e mentale e solo chi viene dall’esterno e non si è assuefatto ai climi prima festosi, quelli dello Scudetto, poi nefasti di questa stagione, può aiutare il resto della squadra ad uscire da questo momento di crisi, che questa vittoria non ha cancellato ma soltanto mitigato. Oggi c’era da inseguire e raggiungere il risultato per non complicare una classifica già deficitaria, mentre per il bel gioco ci sarà da aspettare un bel po’, forse la prossima stagione, con un nuovo mister, nuovi calciatori e nuovo progetto tecnico. Per il momento, avanti con Mazzarri, che fa quello che può con il materiale che ha. Nel frattempo, prendiamoci questa boccata di ossigeno in attesa di giocarci un trofeo diventato, di punto in bianco, fondamentale nel tentativo di aggiustare, almeno parzialmente, una stagione altrimenti fallimentare.

 

I voti: Gollini (6,5); Di Lorenzo (6); Rrahmani (7); Juan Jesus (6,5); Mario Rui (6,5); Cajuste (6); Lobotka (5,5); Gaetano (5); Politano (6,5); Simeone (6); Kvarashkelia (5,5)

Dalla panchina: Zerbin (6); Demme (7);Raspadori (5).

Il mister: Mazzarri (6)

 

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