Autonomia differenziata, De Luca guida la protesta a Roma: presenti anche sindaci area Nord

Autonomia differenziata, De Luca guida la protesta a Roma: presenti anche sindaci area Nord

Nei prossimi giorni anche a Napoli ci sarà un nuova manifestazione contro la proposta governativa


ROMA – “Siamo tutti mobilitati per sbloccare i fondi di sviluppo e coesione bloccati da un anno e mezzo per una posizione di ricatto politico che vogliono fare nei confronti delle regioni. Tutte le motivazioni che stanno dando sono tutte stupidaggini. La verità è che stanno cercando di ricattare il Sud. E noi non ci faremo ricattare. Noi saremo lì a manifestare contro il governo e il ministro per la coesione fino a quando non arriveranno risorse”.

Erano state queste le parole del presidente della Regione Vincenzo De Luca che ha guidato questa mattina la manifestazione contro l’autonomia differenziata proposta dal Governo. De Luca ha ricordato quali siano le condizioni del Sud oggi in diversi settori e che la differenza con il Nord, mascherata sotto forma di separazione tra chi lavora e chi no, sia un qualcosa che non corrisponde alla realtà.

Presenti nella Capitale anche diversi sindaci dell’area nord di Napoli. Nei prossimi giorni proprio a Napoli una nuova manifestazione alla quale dovrebbero partecipare anche esponenti della cultura e dello spettacolo.

COS’È L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

È il riconoscimento, da parte dello Stato, dell’attribuzione a una regione a statuto ordinario di autonomia legislativa sulle materie di competenza concorrente e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato. Insieme alle competenze, le regioni possono anche trattenere il gettito fiscale, che non sarebbe più distribuito su base nazionale a seconda delle necessità collettive.

Le materie comprendono i rapporti internazionali e con l’Unione europea, il commercio con l’estero, la tutela e sicurezza del lavoro, l’istruzione, le professioni, la ricerca scientifica e tecnologica, la tutela della salute, l’alimentazione, l’ordinamento sportivo, la protezione civile, il governo del territorio, i porti e gli aeroporti civili, le grandi reti di trasporto e di navigazione, la comunicazione, l’energia, la previdenza complementare e integrativa, il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, la cultura e l’ambiente, le casse di risparmio e gli enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

“Forme e condizioni particolari di autonomia” alle regioni a statuto ordinario sono previste dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, che sottolinea come possano essere attribuite “con legge dello Stato su iniziativa della regione interessata”. Questo comma però non è mai stato stato attuato, soprattutto a causa delle grandi differenze economiche e sociali tra regioni, che rendono particolarmente delicata, e potenzialmente dannosa, l’approvazione di leggi in questo senso.

La proposta di Calderoli è stata fortemente criticata anche da economisti e sociologi. Gli studiosi ne contestano sia gli aspetti tecnici, sia i possibili effetti sociali estremamente negativi e in grado di aumentare le disuguaglianze a livello interregionale e spaccare in due il paese.