Focus Napoli – Hellas Verona. Il ritorno del figliuol prodigo: la decide Kvara a modo suo

Focus Napoli – Hellas Verona. Il ritorno del figliuol prodigo: la decide Kvara a modo suo

Altra vittoria interna per la Mazzarri-band che, non senza soffrire, s’impone nel finale sul Verona con il punteggio di 2-1. Succede tutto nella ripresa, con i partenopei costretti alla rimonta a causa del gol di Coppola; poi i cambi di Mazzarri sortiscono inalmente effetti positivi: prima Ngonge su invito di Lindstrom, poi il capolavoro di Kvaratshkelia ribaltano il risultato a favore dei Campioni d’Italia.


NAPOLI – Sofferenza. La parola che accompagnerà questa squadra fino al termine della stagione. Soffernza oggi, come contro la Salernitana, per l’ennesima prestazione tra luci e ombre ma che, contrariamente ad altre circostanze, porta tre punti fondamentali, quasi insperati dopo il gol del vantaggio scaligero, firmato Coppola.

Come contro la Salernitana, infatti, gli azzurri vanno sotto nel punteggio, conseguenza del fortunoso colpo di testa-spalla del centrale scaligero, nel momento in cui la squadra di Mazzarri è in pieno stato confusionale, disposto male in campo e completamente uscito dal match già da qualche minuto prima del gol.

Poi, arriva la reazione che da questa squadra non ti aspetteresti, non in questo momento storico almeno, e grazie alla forza dei “nuovi” arrivi, Mazzocchi e Ngonge ed un Lindstrom per la prima volta a buoni livelli, arriva il pareggio, firmato proprio dal belga, che fino a qualche giorno fa vestiva la maglia veronese. Infine, il colpo di genio, la giocata improvvisa, il colpo ad effetto, quello che spariglia le carte in tavola e che per settimane, mesi piuttosto, al Napoli è mancato. Ci pensa Kvara, con un destro a giro che fa rivivere , non senza un pizzico di malinconia, le giocate funamboliche che ci hanno incantato lo scorso campionato e che regala tre punti super preziosi, nei minuti finali, proprio come successo contro la Salernitana, quando fu Rrahmani a sbloccare il match solo all’ultimo istante.

Kvara, l’uomo che ci aspettiamo possa cambiare le sorti di questa sciagurata stagione, finalmente gioca una partita degna della sua fama, contro il Verona, squadra che, evidentemente gli porta bene, essendo stata la squadra a cui il georgiano segnò il suo primo gol “italiano” e la stessa che, nel match di andata, vide lo stesso numero 77 protagonista della, fin qui, miglior prestazione stagionale, segnando una doppietta. Da qual momento, poche luci, tante ombre per Kvicha, forse troppo ingabbiato dagli schemi tattici di Garcia e Mazzarri, forse limitato da una forma fisica non sempre al top; forse fin troppo attenzionato dalle difese avversarie che, con le buone ma soprattutto con le cattive; troppi forse ma un’unica certezza: il Kvara che vogliamo vedere è quello che decide le partite segnando gol come quello di oggi.

Gol a parte, Kvara nel complesso avrebbe giocato una partita positiva, essendo stato tra i protagonisti del momento migliore del Napoli in tutta la partita, ossia nei primi venti minuti di gioco, nei quali i partenopei riescono a trovare con inattesa facilità la porta avversaria, incontrando l’opposizione di Montipo’, che mai si lascia superare.

Della sfuriata iniziale resta solo l’idea che il gol, da un momento o l’altro debba pur uscire, ma gli azzurri si perdono nelle loro paure, smarrendosi in errori stupidi ma tendendo costantemente il pallino del gioco. Il solito Napoli dal fraseggio sterile e poco altro: Simeone, là davanti vede pochi palloni, mentre Politano e Kvara, come detto, dopo un buon avvio perdono la brillantezza col passare dei minuti. Inoltre, il centrocampo con poca qualità, con Zambo e Cajuste al fianco di Lobotka non aiuta al miglioramento delle cose.

Nota a margine per Zambo Anguissa: rientrato dalla spedizione continentale con il suo Camerun, tutt’altro che strepitosa come il suo rendimento, ampiamente sotto la media anche con la maglia dei Leoni d’Africa. Ebbene, Zambo, forse schierato dall’inizio troppo frettolosamente, neppure oggi ha giocato una grande partita, segnalandosi solo per errori marchiani, palloni persi in modo scolastico  e finezze tecniche non richieste, che non sono parte del suo bagaglio e che sono nocive alla squadra, una volta trasformate in palloni persi in zone pericolose del campo. Mazzarri gli concede l’intera partita ed infatti il centrocampo azzurro, con la sua permanenza in campo in concomitanza dell’uscita di Cajuste, va in netta sofferenza.

Terribile l’approccio al secondo tempo, nel quale il Napoli si consegna completamente al Verona, che sfiora il gol in almeno un paio di circostanze con lo stesso Coppola, prima di trovarlo per davvero pochi minuti più tardi. Un gol che suona come una sveglia in piena notte e che sveglia gli azzurri dal torpore, finalmente trainato dalle forze fresche che arrivano dalla panchina: Mazzocchi è un’altra cosa rispetto a Mario Rui, che sembra un altro calciatore che gioca già da ex: l’ex Salernitana è una presenza più costante e più pericolosa anche in zona gol, che sfiora con un sinistro che va ad incrociare i guantoni di Montipo’. Lo stesso laterale entra nell’azione del pareggio, innescando Lindstrom. Ngonge, bravo a farsi trovare sottomisura (aiutato da una deviazione anche se ininfluente) è un’altra nota lieta della giornata: il belga deve giocare con più continuità, soprattutto per le caratteristiche che lo rendono quanto di più vicino ed utile alla mentalità di gioco ed all’identità tattica che Mazzarri vuole dare al Napoli. Molto più contropiedista e molto più attaccante rispetto a Politano, Cyril potrebbe essere un’arma da non sottovalutare, soprattutto quando il Napoli giocherà contro squadre meglio attrezzate fisicamente e tecnicamente, dovendo puntare su tutto su difesa e ripartenza.

Resta però il vuoto di idee e di gambe che ha pervaso il Napoli per almeno vento minuti nel secondo tempo: squadra imbarazzante che non aveva più benzina nelle gambe, passiva nell’assistere al forcing del Verona al quale contribuisce regalando palloni sanguinosi sulla tre-quarti. Per fortuna, il gol di Coppola, come detto, ha il potere di rianimare il Napoli come, in realtà, avvenne anche contro la Salernitana. Bisognerà, però, uscire dalla routine “inizio a giocare solo dopo aver preso gol”, perché non sempre l’avversario si chiamerà Verona o Salernitana che, con tutto il rispetto, sono clienti fisse della zona-retrocessione.

Per questo, prendiamo questi tre punti di platino con la certezza che i problemi non si sono risolti e che, visto l’andamento, difficilmente saranno risolvibili nell’arco di questa stagione, dove il primo imperativo è “salviamo il salvabile”. Il quarto posto, che appare non lontanissimo, è una chimera se pensiamo a quanto una squadra come il Napoli riesca a soffrire contro squadre ampiamente alla portata, come il Verona di oggi, che comunque ha giocato con grande grinta e dedizione. Ragionando in maniera più sensata, il target del Napoli sarà quello di entrare, prima di tutto, in zona coppe (almeno l’Europa League) per poi puntare, se possibile, al quarto posto e poi, cercare un grande exploit europeo contro il Barcelona. Per il momento, c’è il Milan, al Meazza, per un appuntamento, inutile a dire, delicato per i campioni d’Italia, costretti (non) da oggi a non sbagliare più un colpo perché i bonus sono stati sprecati tutti.

 

I voti: Gollini (6); Di Lorenzo (6); Rrahmani (6); Juan Jesus (6); Mario Rui (5); Cajuste (6); Lobotka (6,5); Zambo Anguissa (5); Politano (5,5); Kvaratshkelia (7,5); Simeone (5,5)

Dalla panchina: Lindstrom (7); Dendoncker (sv); Ngonge (7); Mazzocchi (6,5); Raspadori (sv)

Il mister: Mazzarri (6)

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