Gioco clandestino, l’inchiesta: 2 donne “maghe” delle slot, scommesse anche dal carcere

Gioco clandestino, l’inchiesta: 2 donne “maghe” delle slot, scommesse anche dal carcere

Le indagini hanno portato fino ad ora all’applicazione di 11 misure cautelari


NAPOLI – Donne capaci di manomettere le slot machine ed un detenuto di Poggioreale partecipante diretto. Continua ad arricchirsi di particolari l’indagine che riguarda il giro di scommesse clandestine scoperto dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli. Coordinate dalla Procura di Napoli Nord, le fiamme gialle hanno applicato 11 misure cautelari (10 arresti e un obbligo di dimora) sgominando un’organizzazione dedita alle scommesse clandestine con un giro di affari molto elevato.

Le giocate, infatti, arrivavano anche ad oltre 200mila euro al mese mentre i guadagni sono stati stimati in circa 150mila euro: le scommesse venivano effettuate online su siti illegali gestiti da una società austriaca con server in Gran Bretagna e controllata da una società serba.

TUTTI I NOMI

In carcere Gaetano Tufo, 55enne di Marano, e Maria Loffredo e Mauro Marotta, 44enni di Napoli, marito e moglie residenti a Soccavo. Ai domiciliari invece sono finiti Diego Del Giudice e Viviana Gallo, 45enni di Marano. Stando a quanto emerso dalle indagini, le due donne avrebbero avuto il compito di gestire la manomissione delle slot machine senza che i concessionari se ne accorgessero. Agli arresti domiciliari anche Pietro Estatico, 50enne di Soccavo-Pianura, e il 42enne Raul Guarrazzi, 42enne di Napoli, entrambi titolari di agenzie di scommesse sul territorio. Stesso provvedimento Riccardo Bagnulo, 55enne di Napoli, Bruno Ciaravolo, 55enne titolare di un centro diagnostico di Torre del Greco e Francesco Rinaldi, 70enne, pensionato. Infine, al 30enne A.T è stato notificato un obbligo di dimora.

Dalle indagini è emerso che anche un detenuto del carcere di Poggioreale era coinvolto nel giro di scommesse con puntate per 20mila euro mediante un cellulare di cui disponeva malgrado fosse in cella.

Secondo gli inquirenti, le agenzie, spesso munite di licenza regolare, venivano utilizzate per scommesse su siti illegali. Dopo le vincite, le somme venivano caricate sui conti di gioco di persone diverse dai reali scommettitori per nascondere la loro identità.

L’operazione ha portato al sequestro di numerosi apparecchi e congegni da intrattenimento manomessi, alcune postazioni elettroniche abusive di scommesse online e 150mila euro in contanti.