Inchiesta su affari, edilizia e camorra a Giugliano: torna libero l’imprenditore Luigi Vitiello

Inchiesta su affari, edilizia e camorra a Giugliano: torna libero l’imprenditore Luigi Vitiello

“Insussistenza delle esigenze cautelari”, queste le motivazioni del provvedimento della Corte di Cassazione


La Suprema Corte di Cassazione ha annullato – per insussistenza delle esigenze cautelari – l’ordinanza del Tribunale del Riesame con la quale veniva disposta la misura della custodia domiciliare per l’imprenditore Luigi Vitiello. La sezione penale VIII del Tribunale di Napoli ha, quindi, disposto l’immediata liberazione dell’immobiliarista 42enne di Giugliano, difeso dall’avv. prof. Alessandro Jazzetti

L’inchiesta

Vitiello, nel giugno scorso, finì al centro di una inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia su affari, edilizia e camorra a Giugliano. L’inchiesta, condotta dal PM Antonella Serio, iscrisse nel registro degli indagati 27 persone e portò all’arresto di 3 soggetti: Domenico Pirozzi (alias Mimì ‘o pesante), Francesco Vitiello (entrambi in carcere); e, appunto, Luigi Vitiello che fu ristretto ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, erano di associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione e tentata estorsione aggravate dalle modalità mafiose.

Secondo gli inquirenti, l’imprenditore Luigi Vitiello aveva ricevuto favori dal clan Mallardo e – si legge in una nota – avrebbe partecipato a condotte estorsive in danno di altri imprenditori per operazioni immobiliari sia a Napoli sia in provincia. In particolare, si sarebbe adoperato per far ottenere uno “sconto” sul pizzo ad un familiare, noto imprenditore edile.

Luigi Vitiello vittima dei clan

Luigi Vitiello, precedentemente, era rimasto coinvolto, come vittima, in un processo per racket posto in essere dai clan Nuvoletta e Orlando, che vide due boss di Marano condannati per quell’estorsione ai danni della ditta edile di Vitiello, impegnata nella realizzazione di alcuni appartamenti. Inoltre, grazie ad un’altra denuncia dell’immobiliarista, stavolta a soggetti contigui al clan “Amato-Pagano”, sono seguite diverse misure cautelari per elementi apicali della consorteria criminale degli scissionisti, accusati di estorsione e tutt’ora in attesa di sentenza.