Un figlio di Napoli attaccato dai napoletani: che Geolier piaccia o no, qualcosa è andato storto

Un figlio di Napoli attaccato dai napoletani: che Geolier piaccia o no, qualcosa è andato storto

Il testo della sua canzone in un napoletano non “perfetto” ha creato polemiche che andavano evitate


Ho letto tanto, tantissimo, sulla querelle che ha visto protagonista, suo malgrado e in maniera assolutamente “involontaria”, Geolier. Ho pensato tanto a scrivere il mio pensiero, se cioè farlo oppure no. Ho deciso che, umilmente sia chiaro, fosse giusto esprimere la mia opinione su un caso che per me (ed ecco il punto focale) non ha alcuna ragione di esistere. O meglio, vorrei essere chiaro sin da subito: non ha nessuna ragione di esistere nella misura in cui “cazziare” lo staff di un cantante di 23 anni figlio di Napoli solo perché non ha usato il napoletano “corretto” nel suo testo diventi un attacco non al testo in sé ma proprio a Geolier.

Sì. Perché possono girarci intorno quanto vogliono dicendo “nulla contro Geolier”, “la sua musica la rispettiamo” “è solo rispettare il napoletano il problema” etc etc… ma quanto accaduto è secondo me inopportuno e, oggettivamente, fuori tempo.

Ed è un attacco che lui non meritava. Non lo meritava perché da una realtà difficile è riuscito ad emergere proprio grazie alla musica e ai testi in napoletano. Non lo meritava perché l’attacco è arrivato a pochi giorni dall’inizio di Sanremo, un Sanremo nel quale per la prima volta un testo sarà interamente in napoletano (sì, in napoletano signori). Un Sanremo nel quale, udite udite, Geolier parte tra i favoriti. Non lo meritava perché fatto dai napoletani!

E allora, che lui piaccia o no (ah, a me piace molto, piacciono i testi ma soprattutto la persona che è e il suo modo di ragionare), dovremmo essere tutti mortificati per quanto accaduto, per l’attacco subito da un napoletano ad opera di altri…napoletani!! Geolier è un figlio di Napoli e porterà Napoli agli occhi di tutta l’Italia. Lui ce l’ha fatta, lui scrive come parla, non ha bisogno di perfezione, di forma. Perché lui è sostanza, quella sostanza che, in una critica vuota, senza senso e fuori tempo, io non riuscirò né oggi né mai a trovare.