Focus Napoli – Torino. Gli azzurri sbattono sul muro granata: Kvara segna ma l’Europa si allontana di nuovo

Focus Napoli – Torino. Gli azzurri sbattono sul muro granata: Kvara segna ma l’Europa si allontana di nuovo

Anticipo con vista Champions per il Napoli, che riceve il Torino, in attesa del big-match di Barcellona. Al Maradona finisce con la divisione della posta, con il botta-risposta in atto a metà ripresa: al gol di Kvara risponde subito Sanabria in rovesciata. Frenata dei partenopei nella loro rincorsa alla Champions.


NAPOLI – Da una Torino all’altra nel giro di pochi giorni ma con esiti diversi. Dopo il raggio di sole, la vittoria contro la Torino “bianconera”, al pareggio contro la parte “granata” della città della Mole, cha, ad onor del vero, serve a poco ad entrambe le formazioni: ai campioni d’Italia un punto che muove la classifica,che allunga a quattro la serie positiva di risultati utili consecutivi, ma che di utile ha davvero poco in un match per il quale si necessitava di tre punti nel tentativo di accorciare sulle posizioni Champions; per il granata un punto che, morale a parte, non toglie e non aggiunge alla classifica e alle ambizioni di una squadra, tra le più discontinue del torneo.

Una partita che si annunciava difficile ed ostica, visto il modo di giocare del Torino, squadra arcigna in difesa e ben organizzata da Juric e che tale si è rivelata nell’arco dei quasi cento minuti di gioco, nei quali gli azzurri hanno creato molte più azioni da gol, ma andando a sbattere contro un grande Milinkovic-Savic, autore di almeno due parate salva-risultato. Da parte loro, gli uomini di Juric, hanno avuto dalla loro fortuna e bravura nel trovare immediatamente il gol del pareggio, di Sanabria, risposta immediata allo squillo di Kvaratshkelia, oggi migliore in campo e finalmente elemento trainante della squadra.

Dura infatti tre minuti il botta-risposta tra azzurri e granata, con i primi avanti con il georgiano, bravo a farsi trovare pronto sull’invito di Mario Rui, altrettanto lo è il paraguaiano, appena entrato in campo, a spedire alle spalle di Meret, in rovesciata, dopo una fortunosa carambola in area di rigore. Poi, solo Napoli alla ricerca di un nuovo vantaggio dopo quello affannosamente ottenuto ed il Toro arroccato in difesa, ad alzare un muro difensivo retto con grane abnegazione tattica ma cnahe con atteggiamenti ostruzionistici, al limite dell’antisportivo. Il tutto vale un punto a testa, con il rammarico di altri due punti persi dopo una prestazione, tra le migliori dell’ultimo periodo.

Non si può dire che la squadra non ci abbia provato, anzi. Le occasioni per segnare ci sono state ed è già un bel passo avanti rispetto alla squadra inconcludente di qualche settimana fa, ma c’è da fare gol altrimenti le partite non si vincono e non sempre si può aspettare l’ultimo secondo nel tentativo disperato di riprendere il risultato. Il problema di stasera è quella di aver creato tante occasioni ma con lo stesso giocatore: Kvara. Il numero 77 fa il bello ed il cattivo tempo, creando e disfacendo le opere che lui stesso crea, ma si vede ad occhio nudo come il Napoli riesce a combinare qualcosa solo, ed esclusivamente, quando i suoi calciatori di maggior tasso tecnico riesco a garantire il giusto apporto. In questo caso, l’unico calciatore di tasso tecnico superiore è, appunto, Kvara che, se accompagnato da una condizione fisica accettabile e dal supporto di qualche suo collega, può e sa fare la differenza.

Kvara a parte, non c’è tanto da segnalare dagli altri interpreti: Osimhen ha lottato contro Buongiorno e tutta la difesa granata ed è complicato, anche per un generoso (ma non tecnico) come lui riuscire a ad essere incisivo, stesso discorso per Politano, giocatore generoso e volenteroso ma dal quale non si può pretendere cose fuori dal comune. Soprende, da parte di Calzona, il commovente tentativo di recuperare Zielinski, che in un momento così delicato della stagione ha già deciso di giocare da ex.
Stona, anche da parte del mister, la rinuncia ad un altro attaccante come Simeone, che in area di rigore ed in spazi stretti ha colpi diversi e magari più efficaci in un finale arrembante.

Una prova che va a rimarcare la prova del singolo, Kvara, e le difficoltà di un attacco che non rende come potrebbe e che va a vanificare una delle prove più convincenti anche sul piano difensivo. Vero che il Napoli prende gol per l’ennesima volta, anche se in circostanze rocambolesche, ma è anche vero che la difesa regge l’onda d’urto di Zapata: Ostigard non lascia passare niente, Juan Jesus è pulito nelle letture e nelle chiusure; il gol di Sanabria è episodico, con un pallone sporco che rimbalza su Anguissa trasformandosi in un assist per il centravanti granata.

Piccoli progressi, dunque, in vista del big-match di Barcellona dove gli azzurri si giocheranno l’ultimo obiettivo stagionale, In questo momento i catalani hanno qualcosa in più, in netta ripresa in campionato; il Napoli, in lieve rialzo ma alla ricerca affannosa di gioco e punti. Sarà una battaglia di nervi al Montjuic dove si dovrà tentare di alzare la qualità in avanti senza perdere i delicati equilibri difensivi. Mentalmente la squadra sta meglio, vero, ma ancora in stato di convalescenza e lenta ripresa dopo una stagione deludente e fallimentare sotto molti aspetti. Barcellona è la partita della svolta e la qualificazione ai quarti sarebbe l’unica condizione per mandare giù questo pareggio.

I voti: Meret (6); Di Lorenzo (5,5); Ostigard (6,5); Juan Jesus (6,5); Mario Rui (6,5); Zambo Anguissa (5,5); Lobotka (5,5); Zielinski (5); Politano (5,5); Osimhen (5,5); Kvaratshkelia (7,5).

Dalla panchina: Raspadori (6); Lindstrom (sv); Traorè (6); Olivera (sv)

Il mister: Calzona (6)

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