Scioglimento del Comune, il gruppo ‘Melito Futura’ scrive al Ministro: “Qui il modello Caivano”

Scioglimento del Comune, il gruppo ‘Melito Futura’ scrive al Ministro: “Qui il modello Caivano”

“Auspichiamo un lavoro costante delle istituzioni e forze dell’ordine sul territorio”


MELITO – Il gruppo social “Melito Futura” ha scritto al Ministro Matteo Piantedosi una lettera a margine dello scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. Una missiva nella quale si chiede di esportare anche a Melito il famoso “modello Caivano”, un progetto sicurezza con forze dell’ordine costantemente impegnate sul territorio in contrasto alla criminalità organizzata e non.

QUESTA LA LETTERA

“Caro ministro Matteo Piantedosi,

ieri pomeriggio Lei ha firmato la proposta dello scioglimento del consiglio comunale in considerazione degli accertati condizionamenti dell’amministrazione da parte della criminalità organizzata ed ha deliberato l’affidamento per diciotto mesi della gestione del Comune di Melito ad una commissione straordinaria, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Non entriamo nel merito di questa decisione. Assolutamente. Non abbiamo titoli, né competenze.

Le chiediamo ora di replicare, anche parzialmente, nella nostra città quello che i media hanno coniato come “modello Caivano” affinché questi diciotto mesi di commissariamento dell’ente locale, qui a Melito, abbiano realmente un senso logico”.

“Come a Caivano – prosegue la lettera – in sintesi, anche noi melitesi vorremmo alta l’attenzione dello Stato e costante l’impegno del governo Meloni, in ogni sua articolazione, a favore del territorio e della cittadinanza. Dobbiamo darLe atto che a Caivano, in questi ultimi tempi, non sono ammesse zone franche o ostaggio della criminalità organizzata. Sono tanti gli impegni presi e mantenuti fin qui e molti altri sono oggetto di progetti e tempistiche già stabilite. Grazie al Genio militare dell’Esercito e all’Arma dei carabinieri che stanno lavorando senza sosta, sono stati già bonificati 59.000 metri quadrati e si punta alla riqualificazione totale dell’area.

Facciamolo anche da queste parti e puntiamo non solo alla bonifica del territorio ma anche alla rinascita sociale ed al ripristino della legalità che significa sottrarre il territorio al controllo della criminalità organizzata e restituirlo alla piena vivibilità della cittadinanza”.

“Il modello Caivano – sottolineano ancora i rappresentanti del gruppo – è un esempio virtuoso che può essere replicato in tutto il Paese, nelle zone degradate che purtroppo ci sono e che non dobbiamo ignorare. Bene, allora esportiamolo anche a Melito.

Anche a Melito, caro ministro, mettiamo in campo tutte le energie possibili, costruendo un modello di intervento che vede in campo tutti gli attori possibili, pubblici e privati. Ministri e vice, sottosegretari, aziende pubbliche e private, associazioni del terzo settore – nazionali e del territorio – si alternino ai tavoli di lavoro con la struttura commissariale per portare, ognuno, una proposta concreta e fare la propria parte per la rinascita di questo territorio. Una molteplicità di soggetti che collaborano tra loro con il solo obiettivo di rendere possibile quello che per molti è considerato impossibile”.

“Perché – hanno tuonato ancora – è proprio il tempo una delle grandi sfide di questa missione. La credibilità del progetto di riqualificazione di questo nostro comune si gioca sulla concretezza e la rapidità con cui si dà risposta alle necessità della cittadinanza.

L’obiettivo è quello di cambiare l’opinione dei cittadini che abitano questi luoghi, molto spesso rassegnati e conviti che comunque vada lo Stato non sarà capace di risolvere il problema, che le istituzioni fanno le passerelle e poi spariscono e che agli annunci non corrispondono i fatti.

La presenza costante del Governo ha proprio l’obiettivo di invertire questa visione: dimostrare che lo Stato non arriva un giorno, o magari due, e poi dimentica, ma lo Stato è lì, giorno dopo giorno, mese dopo mese, concentra le proprie energie su quel lavoro, ne da continuità e monitora la realizzazione degli interventi previsti”.

“Un lavoro costante – hanno concluso – attraverso la presenza cadenzata sul territorio. Una presenza che non è fine a sé stessa ma che certifica, ogni volta, che ad un impegno preso si risponde con i fatti.

Nell’attesa, magari, questa comunità spera che anche qui possa contare, prima o poi, sull’aiuto di un uomo eccezionale qual è padre Maurizio Patriciello”.