Luigi ha bisogno di assistenza h24, la famiglia: “Vogliamo tenerlo con noi a casa dove è amato e seguito”

Luigi ha bisogno di assistenza h24, la famiglia: “Vogliamo tenerlo con noi a casa dove è amato e seguito”

L’operatrice che è con lui non viene pagata da diversi mesi. L’appello di mamma Consiglia


TEVEROLA – Luigi non può raccontare la sua storia, né chiedere che vengano rispettati i suoi diritti. Al suo posto, da diversi anni, è la famiglia a portare avanti una dura battaglia contro la malattia e le storture della burocrazia. A dargli voce è allora Consiglia, sua madre, impegnata giorno e notte accanto a lui e che ci ha chiesto, con suo marito Salvatore, di dare risonanza alla loro condizione affinché chi ne ha la possibilità faccia qualcosa per aiutarli.

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Luigi è nato 25 anni fa con un parto complicato, un’ipossia e altre problematiche insorte gli hanno da subito reso la vita complicata. La sua famiglia però non si è persa d’animo e si è spesa totalmente per costruirgli intorno le migliori condizioni possibili, trasformando la propria casa in un ambiente per lui sicuro e vivibile. A 15 anni, però, a seguito dell’aria tossica respirata dopo un rogo appiccato nei pressi dell’abitazione, i polmoni di Luigi smettono di funzionare e per salvarlo si rende necessaria una tracheostomia, ovvero l’incisione della trachea con l’inserimento di una cannula collegata ad un respiratore artificiale.

Ora dal letto non si alza più, non viene più accompagnato per una passeggiata, e c’è bisogno 24 ore su 24 di assistenza. Che però dalla sanità regionale non viene fornita, se non in maniera parziale per 8 ore: alle restanti deve provvedere la famiglia, con un costante e notevole esborso sia economico che di energia. In più, la cooperativa che fornisce il servizio non paga di diversi mesi la collaboratrice che quotidianamente si prende cura di Luigi, probabilmente per ritardi della stessa Regione.

A Consiglia e Salvatore è stato proposto l’inserimento di Luigi in una struttura medica, ma loro non vogliono: sono certi – ci raccontano – che il figlio non potrà ricevere le stesse cure e lo stesso amore che riceve a casa. Piuttosto che ricoverarlo, con un conseguente esborso economico di diverse centinaia di euro al giorno, preferirebbero che si concedesse un piccolo budget – di certo inferiore al costo per il ricovero – alla cooperativa in modo da poter avere assistenza h24 a casa.

Una richiesta ragionevole, vantaggiosa e di buon senso che la nostra redazione sente di condividere e diffondere. Con la speranza che, oltre leggi e regolamenti, si possa davvero permettere a Luigi e a chi vive le sue stesse condizioni di poter trascorrere gli anni difficili della malattia circondati dall’amore dei propri cari.

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