Napoli, il pareggio della Dea è solo l’ennesima illusione

Napoli, il pareggio della Dea è solo l’ennesima illusione

È un campionato formato replay: una squadra che vince e convince e le altre dietro che arrancano.


the Napoli players challenged by the fans at the end of the match during the Serie A soccer match between Napoli and Frosinone at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples, north west Italy - Saturday, April 14 , 2024. Sport - Soccer . (Photo by Alessandro Garofalo/Lapresse)

È un campionato formato replay: una squadra che vince e convince e le altre dietro che arrancano. La quota Champions, visti i tanti pareggi, delle ultime giornate si abbassa, e ogni qualvolta la ‘corsa’ per il Napoli sembra finita ecco che arriva il passo falso, anche degli altri, che dà speranza.

Una speranza che in realtà, però, è semplicemente un’illusione. I Partenopei, attualmente, hanno sei punti dalla Roma quinta, posto che, al 98.8%, significherebbe qualificazione alla massima competizione Europea. I giallorossi, che hanno un pezzo di gara in meno degli azzurri, tra quindici giorni saranno in campo proprio al Maradona, in uno scontro diretto che potrebbe significare tanto.

Questo è quello che dice la matematica. Il campo, invece, dà sempre giudice sovrano, ci racconta di una squadra, il Napoli, in continua involuzione, dall’altra una compagine rivitalizzata dal corso De Rossi, che migliora di partita in partita. 

Riavvolgendo, per un attimo, il nastro dei ricordi, la mente va ai punti gettati dal Napoli, nella gestione Calzona. I più evidenti, i più eclatanti, i più recenti: Juan Jesus per il pareggio del Cagliari al 96esimo, Meret per il regalo al Frosinone che cambia il film del match.

Due partite, recenti, condizionate da due errori marchiani che costano quattro punti in classifica. Sarebbe stato un altro finale di stagione ed invece i rimpianti per quello che poteva essere, visto anche il livello delle altre, è quello che in realtà è stato, sono tanti.

Ritornando al presente il pensiero resta il medesimo che ci accompagna, ormai, da diverse settimane: la speranza è l’ultima a morire. Ma chi di speranza vive, disperato muore. Ed il Napoli, calcisticamente, purtroppo, è morto da tanti mesi.