Omicidio e tentato omicidio dopo una rapina: 24 anni all’ex badante del fratello delle vittime

Omicidio e tentato omicidio dopo una rapina: 24 anni all’ex badante del fratello delle vittime

L’uomo aveva fatto irruzione nella casa di due anziane sorelle rubando 10mila euro


SALERNO – Condannato a 24 anni di reclusione, con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa la decisione dei giudici nei confronti di Giuseppe Buono, 42enne ritenuto responsabile dell’omicidio di Maria Grazia Martino, 91 anni, e del tentato omicidio della sorella di quest’ultima, Adele Martino, 87 anni. I fatti erano accaduti il 9 luglio del 2022 durante una rapina presso l’abitazione delle donne.

Il 42enne è stato dunque riconosciuto colpevole di omicidio volontario, tentato omicidio e rapina. Buono era stato rapidamente individuato pochi giorni dopo l’accaduto grazie alle indagini della Squadra Mobile, intervenuta con le Volanti della Questura nell’abitazione di via San Leonardo, dove erano state trovate tracce di sangue e i corpi delle vittime nella taverna. L’uomo, ex badante del fratello delle due donne, era stato visto nei pressi dell’abitazione poi gli accertamenti tecnici condotti dal Gabinetto di Polizia scientifica di Napoli e Salerno avevano confermato le prove raccolte durante le indagini, incluso un’impronta su una traccia ematica che corrispondeva alle scarpe indossate proprio da Buono. Quest’ultimo era entrato nel cortile dell’abitazione scavalcando un muretto di cinta, armato di una spranga e, una volta fatta irruzione, aveva messo sottosopra alcune stanze alla ricerca di denaro. È stato allora che il 42enne ha incontrato le due anziane che avevano provato a chiedere aiuto: l’uomo, però, lo aveva impedito colpendo ripetutamente la 91enne alla testa e facendo cadere l’altra sorella che aveva provato a fermarlo.

Secondo quanto ricostruito, Buono avrebbe poi trascinato le due donne in taverna, facendo sì che venissero ulteriormente tramortite dagli urti contro gli scalini, e poi ancora chiuso a chiave la stanza del fratello delle vittime affinché non potesse intervenire. A quel punto sarebbe poi fuggito con una somma di circa 10mila euro, denaro successivamente ritrovato dalla Squadra Mobile.