Pitbull spesso protagonisti di tragici episodi di cronaca: la colpa, però, è sempre dell’uomo

Pitbull spesso protagonisti di tragici episodi di cronaca: la colpa, però, è sempre dell’uomo

L’uomo, nei secoli, ha “creato” e modificato a suo piacimento le razze canine, “modellandole” a seconda delle sue egoistiche esigenze e non certo a vantaggio degli animali


EDITORIALE – Qualche giorno fa, vicino ad Eboli, in provincia di Salerno, un bambino di soli 15 mesi è stato attaccato ed ucciso da due Pitbull. La questione legata a questo tipo di cani è delicata, il problema, però, parte sempre dall’essere umano. L’uomo, nei secoli, ha “creato” e modificato a suo piacimento le razze canine, “modellandole” a seconda delle sue egoistiche esigenze e non certo a vantaggio degli animali. È così che razze come il Pitbull, ma anche il Rottweiler, il Dobermann ed altre, nascono per fare la guardia, per attaccare o addirittura per combattere. Ogni animale ha il suo comportamento, e infatti la maggior parte dei Pitbull è docilissima o comunque non ha un carattere spiccatamente aggressivo. Tuttavia, quando si hanno cani di determinate razze (anzi di tutte le razze) bisogna tenere presenti tante caratteristiche, per evitare che diventino pericolosi.

I cani possono avere momenti di “gelosia” verso bambini o altri cani e poi non vanno tenuti isolati dal mondo. Chi detiene cani, soprattutto di determinate razze, deve stare molto attento a prevenire tragedie come quella di Eboli. Se ad avere “attacchi di gelosia” o simili sono, però, cani di taglia piccola come Chihuahua o Barboncini, il danno è molto limitato. Se lo sono cani di taglia grande, ovviamente, le conseguenze possono essere anche fatali.
La colpa, gira e rigira, è sempre dell’uomo.

Per i due cani protagonisti del tragico episodio di Eboli si valuta l’abbattimento. Tuttavia, la legge è “dalla loro parte”.

Secondo la legge 281 del 1991, infatti, Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, si possono sopprimere “in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, i cani soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.