Sbranato dai pitbull a 15 mesi, i cani al servizio veterinario comunale: si valuta l’abbattimento

Sbranato dai pitbull a 15 mesi, i cani al servizio veterinario comunale: si valuta l’abbattimento

Gli animali sotto osservazione: nei prossimi giorni verrà deciso il loro destino


EBOLI – Una storia terribile, un epilogo tragico ma ancora tanti, troppi interrogativi. È quella del piccolo Francesco Pio, 15 mesi appena, sbranato da due pitbull mentre era nel giardino di casa in braccio allo zio. Le domande a cui non c’è ancora risposta sono tante. Innanzitutto perché i cani, di proprietà di una vicina di casa e, a quanto pare, sempre chiusi in una stanza in caso di visite “esterne”, stessero liberi e perché nessuno si sia accertato delle condizioni di sicurezza in quel momento. Ora i due pitbull sono stati affidati al Servizio veterinario comunale che li ha presi in carico e che deciderà il loro futuro. Tra le ipotesi anche quella dell’abbattimento.

Una strada possibile anche se non scontata, considerando che la giurisprudenza, per il caso specifico, parla chiaro. La legge 281 del 1991, Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, prescrive che si possano sopprimere “in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, i cani soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.

L’ultimo punto è quello al vaglio delle autorità competenti. Qualunque sia la scelta, tuttavia, sono in tanti a chiedere che la legge in materia cambi. Il Codacons, ad esempio, ha chiesto che ai proprietari di cani di tale razza sia rilasciato un patentino obbligatorio.