Congresso Giuridico dei Fori Siciliani e del Distretto di Palermo “Cantieri del Diritto 2024“. Parisi (OCF) pone l’attenzione sull’IA

Congresso Giuridico dei Fori Siciliani e del Distretto di Palermo “Cantieri del Diritto 2024“. Parisi (OCF) pone l’attenzione sull’IA

“L’intelligenza artificiale influenza, sempre di più, la vita quotidiana e le preoccupazioni legate al suo impatto sui diritti fondamentali sono evidentemente in aumento e meritano di essere esaminate da chi si occupa di diritti umani”


I Componenti dell’Ufficio di Coordinamento e alcuni Componenti dell’Assemblea dell’Organismo Congressuale Forense hanno partecipato, su invito del Coa di Marsala, al Congresso Giuridico dei Fori Siciliani e del Distretto di Palermo dal titolo “Cantieri del Diritto 2024 – Intelligenza Artificiale e Diritti Fondamentali. L’Avvocatura di domani, tenutosi dal 15 al 18 maggio presso il Complesso Monumentale San Pietro di Marsala.

Il tema conduttore di questa edizione è stato: “L’intelligenza artificiale, i diritti fondamentali e l’avvocatura di domani”.

I Componenti di OCF sono intervenuti con gli altri relatori portando il contributo dell’organismo politico dell’avvocatura. Tra gli interventi maggiormente apprezzati c’è stato quello dell’avv. Pasquale Parisi Componente dell’Ufficio di Coordinamento OCF (Organismo Congressuale Forense) che ha rimarcato quanto l’intelligenza artificiale (IA) stia influenzando sempre più la vita quotidiana, sollevando preoccupazioni sui diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo regolano l’uso dell’IA nell’UE, evidenziando l’importanza di proteggere diritti come la privacy, la protezione dei dati, la non discriminazione e l’accesso alla giustizia. L’IA Act del Parlamento Europeo mira a regolamentare l’IA promuovendo affidabilità e sicurezza. È cruciale che l’IA non riduca i diritti dei cittadini e che le decisioni basate su IA siano trasparenti e comprensibili, garantendo una solida tutela giudiziaria. Questa l’intera relazione sul tema dell’avv. Parisi:

L‘intelligenza artificiale influenza, sempre di più, la vita quotidiana e le preoccupazioni legate al suo impatto sui diritti fondamentali sono evidentemente in aumento e meritano di essere esaminate da chi si occupa di diritti umani.

Il quadro generale dei diritti fondamentali che si applica all’utilizzo dell’IA nell’UE è costituito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dalla convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

La carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea è diventata giuridicamente vincolante nel dicembre 2009. Essa riunisce in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali.

I risultati dell’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentalidimostrano che l’utilizzo di sistemi di IA coinvolge una serie di diritti fondamentali, indipendentemente dal campo di applicazione, tra cui figurano la vita privata, la protezione dei dati,la non discriminazione e l’accesso alla giustizia.

Tuttavia quando ci si avvale della IA è necessario considerare un insieme più ampio di diritti, oltre ai diritti relativi alla vita privata e alla protezione dei dati, all’uguaglianza alla non discriminazione e all’accesso alla giustizia, potrebbero essere presi in considerazione altri diritti, fra cui, ad esempio, la dignità umana il diritto della sicurezza sociale e l’assistenza sociale, il diritto a una buona amministrazione.

L’UE ha adottato diversi atti  che riguardano strumenti specifici per settore, in particolare nel contesto degli obblighi di diligenza in materia di diritti umani.  

L’utilizzo della IA influisce su diversi diritti fondamentali.  I temi dei diritti fondamentali emersi dalla ricerca includono:

1. La necessità di garantire un utilizzo non discriminatorio dell’IA (diritto a non essere discriminati);
2. L’obbligo di trattare i dati nel rispetto delle norme (diritto alla protezione dei dati personali);  
3. La possibilità di presentare un reclamo e di fare ricorso riguardo a decisioni basate sull’IA (diritto a un ricorso effettivo e a un processo equo);

L’IA Act, recentemente approvato dal Parlamento Europeo, rappresenta un passo avanti significativo nella regolamentazione dei sistemi di intelligenza artificiale.

Gli scopi che il regolamento europea si prefigge, all’art. 1 sono:

a) migliorare il mercato interno;
b) promuovere l’innovazione;
c) promuovere la diffusione di una intelligenza artificiale  chesia
affidabile
con elevato livello di protezione contro “effetti nocivi” che possano investire
la salute
la sicurezza
i diritti fondamentali, “compresi” la democrazia, lo Stato di diritto e l’ambiente.

Per la prima volta nel diritto dell’Unione, si vietano espressamente determinate attività come la polizia predittiva, il riconoscimento delle emozioni nelle scuole e nei luoghi di lavoro, i sistemi di punteggio sociale e riconoscimento facciale a distanza da parte della polizia (in quest’ultimo caso esistono eccezioni nella prevenzione dei crimini gravi).

In considerazione nel loro impatto potenzialmente significativo sulla democrazia, sullo Stato di diritto, sulle libertà individuali e il suo diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, l’attività giurisdizionale, così come quella del controllo del territorio, o quella relativa alle migrazioni è considerata ad alto rischio.

La normativa che disciplina questa fascia di rischio impone ai fornitori di IA di adottare misure di trasparenza consentendo agli utenti di comprendere il funzionamento degli algoritmi e i dati sottostanti.  In particolare, il sistema ad alto rischio deve affrontare valutazioni di conformità prima di essere introdotto sul mercato, assicurando l’aderenza ai principi di sicurezza, nondiscriminazione, rispetto dei diritti fondamentali.

Particolare attenzione viene sollecitata circa i dati da immettere nel sistema, proprio perché li si possono annidare le discriminazioni. In attesa di verificare l’efficacia dell’IA Act, probabilmente se un approccio simile fosse adottato su scala globale, si potrebbero stabilire standard comuni che rispettino le diversità culturali e socio-economiche, promuovendo lo sviluppo di un’IA che possa essere sia innovativa sia eticamente responsabile.

Alcuni autori hanno detto che in Occidente ciò che era centrale rischia di diventare periferico. Il nostro mondo è basato sull’idea di “personae dignità umana“, influenzato dalla filosofia classica, dall’etica cristiana e dall’umanesimo europeo.

Quest’idea è fondamentale per i diritti umani, che esistono indipendentemente dagli Stati e sono alla base delle società democratiche, distinguendole dai regimi totalitari.

Nel secolo scorso, i totalitarismi hanno cercato di eliminare la dignità umana. La dignità umana, però, è riuscita a evolversi e adattarsi ai cambiamenti storici. L’AI Act riafferma il valore della persona in un epoca in cui le macchine stanno diventando sempre più importanti.

Ha scritto padre Benantiquando abbiamo sviluppato macchine più veloci degli uomini – le automobili –  abbiamo scritto il codice della strada non per limitare la libertà delle persone, o per uccidere il mercato delle auto (anzi…) ma per evitare incidenti in cui la macchina producesse vittime umane. Guardrail,  patenti e targhe sono serviti a renderci liberi di andare dove volevamo diminuendo rischi e pericoli. L’AI Act come dispositivo di un’Europa che mette al centro la persona e il suo valore è come il codice della strada, una protezione di ciò che veramente vale: la vita e la libertà degli europei

Occorre evitare che l’algoritmo sia utilizzato “contro” il cittadino,occorre rendere l’intelligenza artificiale strumento di servizio e non di mero potere.

È importante garantire che l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico non riduca i diritti già riconosciuti ai cittadini. È necessario integrare le future regole sull’IA nelle leggi esistenti.

La giurisprudenza amministrativa ha già detto che le decisioni prese con algoritmi tradizionali sono più facili da capire rispetto a quelle prese con i sistemi di IA che utilizzano algoritmi di apprendimento automatico. Quindi, bisognerà stabilire come e quando usare questi ultimi e quali informazioni dare ai cittadini per renderle il più comprensibili possibile.

Ed infine, ultimo ma non ultimo, anche la macchina sbaglia: è indispensabile avere una solida tutela giudiziaria per proteggere i diritti umani.  I sistemi di IA devono essere utilizzati per supportare le capacità umane, non per sostituirle, mantenendo il sistema giurisdizionale attuale. Il recente disegno di legge del Governo ha già identificato un giudice naturale “per le cause che hanno ad oggetto il funzionamento di un sistema di intelligenza artificiale.

Mi preme ricordare il pensiero di Walter Quattrociocchi, ordinario de La Sapienza che afferma: L’idea che l’intelligenza artificiale possa prendere il sopravvento sull’uomo è basata su una quantità di nozioni fasulle o raffazzonate. Un approccio serio deve tener conto solo del binomio dati-algoritmi. Ciò che è isolato da questo semplice inquadramento è puro delirio.

Più dati avrà meglio funzionerà: è una rappresentazione statistica molto potente ma senza nulla di “intelligente”.