Emergenza nei pronto soccorso in Campania: impossibile attivare i 500 nuovi posti per carenza di medici

Emergenza nei pronto soccorso in Campania: impossibile attivare i 500 nuovi posti per carenza di medici

Inoltre, è prevedibile che il numero di posti vacanti possa raddoppiare entro il 2027, raggiungendo quota 800 solo nella regione campana


Il sistema sanitario della Campania sta affrontando una crisi senza precedenti, caratterizzata da tempi di attesa estremamente lunghi nei pronto soccorso, reparti stracolmi di pazienti e una grave carenza di personale medico. Spesso mancano addirittura le barelle, costringendo il personale a improvvisare soluzioni con sedie, poltrone e sgabelli. Questa situazione critica, che può protrarsi anche per giorni, mette a dura prova sia pazienti che operatori sanitari, con conseguenze incerte sulle cure fornite.

La carenza di medici è particolarmente grave in Campania, dove i tagli e il commissariamento degli ultimi dieci anni hanno portato a una drastica riduzione del personale. La mancanza di 400 medici di pronto soccorso rappresenta quasi il dieci per cento del totale nazionale di 4200. Inoltre, è prevedibile che il numero di posti vacanti possa raddoppiare entro il 2027, raggiungendo quota 800 solo nella regione campana.

Le Asl più colpite da questa carenza sono quelle di Salerno, Napoli 1, Napoli 3 Sud e Caserta. Un tentativo di risolvere il problema attraverso un concorso unico regionale ha registrato un fallimento: solo 62 candidati si sono presentati per 363 posti disponibili, con una grave discrepanza tra domanda e offerta di personale medico specializzato.

Anche garantire l’ordinario diventa estremamente difficile in queste circostanze. Secondo i dati forniti dall’Anaao Assomed a Sky Tg24, potrebbero essere messi a disposizione 500 posti letto per alleviare la pressione sui pronto soccorso rimasti operativi, i quali regolarmente affrontano situazioni critiche. Tuttavia, la mancanza di personale rende impossibile attivare questi posti letto. Il fallimento del concorso unico ha contribuito a questa situazione: le dimensioni considerevoli delle Asl già di per sé scoraggiano i potenziali candidati, ma le precarie condizioni di lavoro giocano un ruolo ancora più significativo. “La sanità pubblica è sicuramente poco attrattiva – commenta Bruno Zuccarelli, segretario campano dell’Anaao Assomed –  e non è sicura per i pazienti e per i medici, che vengono attratti o dall’estero, o da altre regioni o dal privato accreditato”.