“Esportiamo il modello Caivano anche a Melito”. Lettera di Marcello Curzio a Giorgia Meloni

“Esportiamo il modello Caivano anche a Melito”. Lettera di Marcello Curzio a Giorgia Meloni

“Anche noi melitesi siamo attanagliati da abbandoni scolastici, mancanza di lavoro e circuiti criminali. Anche i melitesi invocano un vero e proprio piano Marshall…”


 

“Mi consentirai di chiamarti con il nome di battesimo perché ci conosciamo da tempo, in particolare dal congresso di Viterbo del 2004 in cui diventasti presidente nazionale di Azione Giovani e in tale veste una delle tue prime tappe fu un dibattito a Giugliano moderato dal sottoscritto a cui peraltro hanno fatto seguìto altri incontri pubblici sempre da me coordinati come da foto che allego alla presente.

Ti scrivo, da cittadino melitese e da giornalista residente in loco, per segnalarti il “caso Melito” , comune sciolto tre mesi fa circa in considerazione degli accertati condizionamenti dell’amministrazione da parte della criminalità organizzata con l’affidamento per diciotto mesi della gestione municipale ad una commissione straordinaria, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Da vecchio cronista vengo subito al dunque…
Ti chiedo con questa mia missiva di replicare, ovviamente in modo parziale, nella nostra città quello che i media hanno coniato come “modello Caivano” affinchè questi diciotto mesi di commissariamento dell’ente locale, qui a Melito, abbiano realmente un senso logico.

Come a Caivano, in sintesi, anche noi melitesi vorremmo alta l’attenzione dello Stato e costante l’impegno del Tuo governo, in ogni sua articolazione, a favore del territorio e della cittadinanza.

Dobbiamo darTi atto che a Caivano, in questi ultimi tempi, è stato fatt tantissimo lavoro. Sono tanti gli impegni presi e mantenuti fin qui e molti altri sono oggetto di progetti e tempistiche già stabilite.
Facciamolo anche da queste parti e puntiamo in primis alla rinascita sociale ed al ripristino della legalità che significa sottrarre il territorio al controllo della criminalità organizzata e restituirlo alla piena vivibilità della cittadinanza.

Come hai ripetuto più volte, il “modello Caivano” è un esempio virtuoso che può essere replicato in tutto il Paese, nelle zone degradate che purtroppo ci sono e che non dobbiamo ignorare. Bene, allora esportiamolo anche qui a Melito.

Anche a Melito, cara Giorgia, mettiamo in campo tutte le energie possibili, costruendo un modello di intervento che vede in campo tutti gli attori possibili, pubblici e privati. Ministri e vice, sottosegretari, aziende pubbliche e private, associazioni del terzo settore – nazionali e del territorio – che si sono alternino ai tavoli di lavoro con la struttura commissariale per portare, ognuno, una proposta concreta e fare la propria parte per la rinascita di questo territorio. Una molteplicità di soggetti che collaborano tra loro con il solo obiettivo di rendere possibile quello che per molti è considerato impossibile. Perché è proprio il tempo una delle grandi sfide di questa missione.

La credibilità del progetto di riqualificazione di questo nostro comune si gioca sulla concretezza e la rapidità con cui si dà risposta alle necessità della cittadinanza.
L’obiettivo è quello di cambiare l’opinione dei cittadini che abitano questi luoghi, molto spesso rassegnati e conviti che comunque vada lo Stato non sarà capace di risolvere il problema, che le istituzioni fanno le passerelle e poi spariscono e che agli annunci non corrispondono i fatti.

La presenza costante del Governo ha proprio l’obiettivo di invertire questa visione: dimostrare che lo Stato non arriva un giorno, o magari due, e poi dimentica, ma lo Stato è lì, giorno dopo giorno, mese dopo mese, concentra le proprie energie su quel lavoro, né da continuità e monitora la realizzazione degli interventi previsti. Un lavoro costante attraverso la presenza cadenzata sul territorio. Una presenza che non è fine a sé stessa ma che certifica, ogni volta, che ad un impegno preso si risponde con i fatti.
Melito da anni ha perso. I melitesi da anni hanno perso. Ritornano in mente le parole dei giudici Falcone ed Borsellino sulla responsabilità della cosiddetta società civile, dei colletti bianchi, della gente “per bene”…

Ma anche Melito merita un sussulto di orgoglio.Anzi, ne ha indispensabilmente bisogno. La nostra Melito è una “piccola Caivano”. Anche noi melitesi siamo attanagliati da abbandoni scolastici, mancanza di lavoro e circuiti criminali. Anche i melitesi invocano un vero e proprio piano Marshall, con investimenti nella cultura, nel welfare, nella scuola e nel lavoro. Ecco perché- cara Giorgia-confido nel tuo, concreto aiuto”

Marcello Curzio