Guerra Israele Palestina, gli organi dell’Ateneo federiciano hanno approvato all’unanimità un testo sul conflitto a Gaza

Guerra Israele Palestina, gli organi dell’Ateneo federiciano hanno approvato all’unanimità un testo sul conflitto a Gaza

La Federico II chiede prima di tutto il cessate il fuoco


GUERRA ISRAELE PALESTINA – Nel solco del dibattito democratico ed aperto, gli Organi della Governance di Ateneo si sono confrontati ribadendo all’unanimità la piena adesione ai principi richiamati nel documento della “componente docente personale tecnico-amministrativo-rappresentanza studentesca” ed espressi dallo Statuto di Ateneo, sottolineando che rappresentano i principi fondanti nell’ambito dei quali si muove la comunità federiciana.

Partendo dagli elementi di principio espressi nel documento, le Commissioni permanenti del Senato Accademico, con il contributo di tutte le proprie rappresentanze, si impegnano ad elaborare una integrazione al documento approvato che preveda anche elementi attuativi e azioni concrete e che seguendo l’iter istituzionale venga portato in discussione.

Guerra Israele Palestina, il documento

Il brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha causato la morte di 1200 civili, in gran parte giovani, donne e bambini, e il rapimento di oltre 250 israeliani, la gran parte dei quali, ormai, debbono annoverarsi tra le vittime. Un orrore!

Il governo israeliano ha però risposto con una ancor più brutale serie di interventi armati e di bombardamenti a Gaza e in ampie zone della Cisgiordania che hanno prodotto, ad oggi, oltre 35.000 morti e quasi 74.000 feriti.

Secondo l’ONU l’80% di queste vittime sono donne e minori. Il blocco degli aiuti umanitari e la totale distruzione delle infrastrutture civili che ne sono seguite – tra queste tutte quelle educative – ha causato una crisi umanitaria senza precedenti, in una delle zone più densamente abitate del Medio Oriente. L’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno più volte parlato di una situazione “fuori controllo”.

Con l’ordinanza n.192 del 26 gennaio 2024 la Corte internazionale di Giustizia ha adottato misure cautelari nei confronti dello stato di Israele sulla base del ricorso del Sud Africa, cui si è di recente unito anche l’Egitto, di violazioni della Convenzione contro il crimine di genocidio.

Questi eventi debbono essere compresi, sebbene non giustificati, nel quadro di un conflitto di lungo periodo che ha visto fallire tutti i diversi piani di pace elaborati dalle istituzioni internazionali, e che vede disattese le oltre 69 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite concernenti la Palestina e/o Israele. Tra queste, la risoluzione n. 465 che condanna la politica di colonizzazione dei territori occupati da parte di Israele, chiedendo la cessazione della pianificazione di nuovi insediamenti e lo smantellamento di quelli esistenti. Finanche la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 marzo 2024 (n. 2728) che chiede il cessate il fuoco è stata ignorata. Assistiamo invece al rischio di una ulteriore escalation delle violenze, con l’operazione militare israeliana a Rafah, con l’inasprimento del conflitto in Libano meridionale, e in Iran e la sua estensione in altre aree del Medioriente.

Questo conflitto si affianca alla guerra in corso dal febbraio 2022 seguita all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e ai tanti altri che segnano il nostro presente. Di qui la crescente corsa al riarmo e all’aumento delle spese militari, che coinvolge anche i paesi europei, e tra questi il nostro. Nel solco dell’articolo 11 della nostra Costituzione, lo Statuto del nostro Ateneo all’art. 9. dichiara che L’Università avversa l’utilizzo dei risultati delle proprie attività per applicazioni che perseguano scopi contrari ai principi della dignità e libertà dell’uomo e della pacifica convivenza fra i popoli”.

Proprio in momenti nei quali la guerra sembra tornata a essere strumento ordinario di risoluzione dei conflitti internazionali, e in cui la ricerca scientifica e tecnologica rischia di essere sempre più utilizzata a fini bellici, è necessario ribadire l’impegno del sistema Universitario, e del nostro Ateneo (il cui fondatore si rese protagonista nella prima metà del XIII secolo della cosiddetta “crociata della pace”), a favorire e sostenere una visione alternativa della politica, della società e della convivenza. A partire dalla regolamentazione delle ricerche o loro applicazioni dual use, tenuto conto della stessa Raccomandazione (UE) 2021/1700 della Commissione del 15 settembre 2021 sui programmi interni di conformità relativi ai controlli della ricerca riguardante prodotti a duplice uso.

Viviamo ormai in un contesto di nazionalismi sempre più violenti, di crescenti e intollerabili pulsioni antisemite, antiarabe, xenofobe, e di preoccupante repressione del dissenso e di censura al dibattito pubblico – di sua militarizzazione – anche nelle democrazie ritenute più solide.

Non è un caso che a più riprese il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbia richiamato tutte le istituzioni pubbliche, in particolare il Governo, a garantire il diritto di espressione “anche contro il potere” e il diritto al dissenso. Il nostro statuto, del resto, all’articolo 3 afferma che “L’Università garantisce la libertà di manifestazione del pensiero, di associazione e di riunione, allo scopo di realizzare il pieno concorso di tutte le sue componenti alla vita democratica dell’Ateneo”.

A partire da queste riflessioni; sollecitati anche dal recente intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in occasione della “Giornata del Laureato” presso la Sapienza di Roma, ha ribadito chetutte le violazioni dei diritti umani vanno denunciate e contrastate. Tutte, ovunque, sempre”; e sulla base di principi già espressi dal nostro Statuto oltre che dalla Costituzione Italiana, chiediamo al Magnifico Rettore e agli organi di Governo dell’Ateneo di prendere una posizione pubblica sugli eventi in corso, facendo risaltare l’impegno dell’Ateneo:

– a favore dell’immediato cessate il fuoco nella striscia di Gaza e nei territori occupati; a sostegno di iniziative politiche e culturali di pace e di dialogo tra i popoli;

– a favore dell’allargamento del confronto e del dibattito pubblico, nonché degli spazi di approfondimento e di analisi degli eventi in atto e delle loro radici storiche, economiche, culturali;

– a favore di una riflessione sui principi etici e deontologici che devono orientare le attività di ricerca, didattica e di terza missione/impatto sociale e la stipula di accordi internazionali del nostro Ateneo;

– a favore dell’attivazione di accordi bilaterali con le università palestinesi in modo da poter sostenere percorsi di studio di studentesse e studenti palestinesi anche tramite l’erogazione di borse di studio e corsi di didattica in remoto.