Il Pallone d’Oro di Maradona, rubato e poi ritrovato, va all’asta. Ma i figli insorgono: “È nostro”

Il Pallone d’Oro di Maradona, rubato e poi ritrovato, va all’asta. Ma i figli insorgono: “È nostro”

“Papà ci chiedeva sempre di quel pallone: se è stato ritrovato è suo quindi anche nostro come eredi”


ITALIA – Fu rubato durante una rapina al Banco di Napoli. Ritrovato, verrà ora messo all’asta. Ma è subito polemica, al punto tale che la procedura di assegnazione potrebbe saltare per volontà dei figli.

Partiamo dall’inizio. La storia è quella del Pallone d’oro di Diego Armando Maradona che, nel 1989, sparì dal caveau del Banco di Napoli durante una rapina: 420 milioni di lire e il contenuto di 400 cassette di sicurezza il bottino, una di queste proprio del Pibe de Oro con all’interno l’amato riconoscimento.

Da quel momento non si ebbero più notizie se non, come detto, quella rivelatasi poi falsa della fusione per ricavarne lingotti.

Pare però che un ex gallerista e amante delle aste franco-algerino lo abbia ritrovato nel 2016, all’interno di una cassa con oltre tantissimi oggetti sportivi di valore e non: i successivi rilievi e le continue perizie degli esperti ne confermarono l’apparenza a Maradona.

Il prossimo step, dunque, è quello del 6 giugno, quando cioè il prezioso pallone dovrebbe andare all’asta con un valore enorme stimato tra i 12 e i 15 milioni di euro. Il condizionale è però d’obbligo visto che, come spiegato sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, tutto potrebbe saltare vista l’opposizione dei figli Diego junior, Dalma e Giannina che ne sostengono la legittima proprietà: “Papà – ha dichiarato Diego jr – ci chiedeva sempre di quel Pallone, e avrebbe voluto averlo. Se è stato ritrovato è suo, e quindi nostro che ne siamo gli eredi. I nostri avvocati sono stati allertati: aspetteremo l’esito delle nostre verifiche e poi, eventualmente, bloccheremo l’asta”.

Va detto che Maradona non vinse il Pallone d’Oro come miglior giocatore del mondo, perché il premio a quei tempi non considerava i calciatori extraeuropei, ma ne prese ugualmente due: nel 1995 quello onorario da France Football alla carriera e, appunto, nel 1986 come miglior giocatore della Coppa del Mondo.