La tragedia di Antonio Russo: quando la sicurezza sul lavoro diventa una priorità inderogabile

La tragedia di Antonio Russo: quando la sicurezza sul lavoro diventa una priorità inderogabile

Da inizio anno sono già 20 le vittime per incidenti sul lavoro

@Armando Di Nardo

Ieri, a Napoli, è avvenuta l’ennesima tragedia sul lavoro che ha visto la morte di Antonio Russo, un operaio di 63 anni di Giugliano. Antonio non era solo un lavoratore esperto, ma anche noto per la sua dedizione e la sua instancabile etica professionale. Sarebbe andato in pensione tra soli 3 mesi.

La sua famiglia, a Giugliano, è anche nota, perché diverse volte è stata colpita da morti inaccettabili. È assurdo quanto il destino abbia deciso di accanirsi. Antonio lascia 3 figli: Giusy che, tra l’altro, ricopre il ruolo di consigliere comunale a Qualiano; Pasquale e Carmen, la più piccola. Oggi piangono un padre uscito per lavorare e che non ritornerà più a casa.

Sicurezza priorità inderogabile

Gli incidenti sul lavoro non sono più tollerabili. Non possiamo più permetterci di assistere impotenti a vite spezzate da negligenze e mancanze che potrebbero e dovrebbero essere evitate. La sicurezza sui luoghi di lavoro deve diventare una priorità inderogabile per tutte le aziende e per le istituzioni che hanno il compito di vigilare. Ogni morte sul lavoro non è solo una perdita umana incalcolabile, ma anche un fallimento collettivo che riflette le carenze del nostro sistema di prevenzione e protezione.

Al sud, come in molte altre parti d’Italia, la mancanza di adeguate misure di sicurezza è un problema cronico. La morte di Antonio Russo è solo l’ultimo di una serie di incidenti che avrebbero potuto essere evitati con un maggiore impegno da parte di tutti gli attori coinvolti. È necessario implementare norme di sicurezza più rigide e, soprattutto, farle rispettare con severità. Non si può più permettere che la vita dei lavoratori sia messa a rischio per la mancanza di dispositivi di protezione adeguati o per l’assenza di formazione specifica.

Le statistiche sulle morti sul lavoro sono allarmanti e mostrano una tendenza in crescita che non può essere ignorata. Quest’anno sono già 20 le morti bianche. Ogni incidente è una storia di dolore e di vite spezzate, che lascia famiglie devastate e comunità in lutto. Dobbiamo agire ora, con determinazione e con la consapevolezza che la prevenzione e la sicurezza non sono un optional, ma un diritto fondamentale di ogni lavoratore.

L’ultima tragedia in drone di tempo deve servire da monito e da spinta per un cambiamento radicale. Non possiamo più permettere che il lavoro, che dovrebbe essere fonte di dignità e sostentamento, si trasformi in una trappola mortale. È un imperativo morale e civile garantire che ogni lavoratore possa svolgere le proprie mansioni in un ambiente sicuro e protetto. Solo così potremo onorare la memoria di Antonio e di tutte le vittime di incidenti sul lavoro, assicurando che tragedie come queste non si ripetano mai più.