Si sprecano più parole per ripetersi di quelle necessarie per dire qualcosa di nuovo

Si sprecano più parole per ripetersi di quelle necessarie per dire qualcosa di nuovo

Anche durante la presentazione del ritiro estivo del Napoli, AdL ha espresso parole pungenti e provocatorie


Oggi parleremo dell’Abruzzo e del Trentino, poi entro il 31 maggio faremo una conferenza stampa per seminare tutto il futuro che noi stiamo organizzando“.

Queste sono state le parole del patron azzurro all’inizio della conferenza per la presentazione dei ritiri estivi . Fin qui procedeva tutto bene, raccontando le novità di Castel di Sangro e Dimaro e le amichevoli che si terranno.

Poi si è concesso alle domande di campo e sul futuro, dalle quali si è evinto che Conte è un nome fatto dai giornalisti, Italiano piaceva ma non voleva fare un torto a Commisso, Tudor, a Gennaio, no perché voleva due anni.

Ha continuato con lo stadio che non si farà più a Bagnoli ed infine una sottolineatura su Kvaratskhelia.

La questione stadio è ormai una questione atavica che non trova definizione. Negli anni sono state tante le zone scelte dal Presidente per costruire, ma quasi sempre, almeno stando alle sue dichiarazioni, per motivi burocratici e/o logistici non se n’è fatto nulla. E quindi molto meglio usare i soldi delle Universiadi prima, e probabilmente dell’Europeo dopo, per continuare a giocare al Maradona senza fare investimenti. 

Su Kvara invece è stato rischioso sottolineare la sua assenza al gol da Marzo a Novembre, soprattutto ora con club europei che lo corteggiano. E soprattutto perché in realtà, il Georgiano, il gol lo aveva già trovato a settembre.

Avrebbe meritato un adeguamento del contratto subito dopo lo scudetto, ed invece si ritrova, un anno dopo, ad essere punzecchiato, oltre ad avere uno degli stipendi più bassi del gruppo.

Un passaggio importante è stato:”Noi abbiamo scritto un libro nei primi 19 anni, ora ci divertiremo a scriverne un altro”

Ed è vero, è stato scritto un gran libro in questo quasi ventennio, fatto di grandi soddisfazioni e traguardi impensabili. Ha creduto in allenatori in cui molti non credevano, ed ha avuto ragione. Ha sempre operato con sostenibilità e ad oggi le casse possono sopportare una stagione fallimentare come quella di quest’anno.

Nel nuovo libro che verrà scritto però, bisognerà cercare di non commettere gli stessi errori. Va definita la questione stadio e centro sportivo e ricostruito l’assetto societario, ampliandolo.

All’acquisto del Napoli venne presentato un progetto lungimirante: i primi 5 anni per tornare nel calcio che conta, la serie A (fatto in 3), i secondi 5 per solidificarsi nella Massima Serie (fatto), i terzi 5 per diventare competitivi (fatto). Nei quarti 5 anni si è riusciti anche a vincere. Ora probabilmente nel quinto quinquennio il piano è costruire le strutture con i soldi propri e dare solidità definitiva alla società, così da poter diventare un club d’Elite europeo.

Presidente, le chiacchere sono state tante e a volte inutili, ora è il momento di riprendere la strada smarrita quest’anno e di provare a dare seguito alle parole post Scudetto: “Voglio la Champions e vinceremo ancora”. 

Nella speranza che non siano di nuovo le solite parole, che troppo spesso in questi anni, il vento ha portato via.