Usura, imprenditrice denuncia e fa arrestare il suo aguzzino: l’incubo durato 6 anni

Usura, imprenditrice denuncia e fa arrestare il suo aguzzino: l’incubo durato 6 anni

La vittima, 44enne di Nola, costretta a restituire oltre 400mila euro a fronte di un prestito di 20mila


NOLANO – Ha subito vessazioni per oltre 6 anni dopo aver chiesto un prestito di 20mila ed essere stata costretta a restituirne più di 400mila a causa di interessi folli. La sua denuncia, però, ha portato all’arresto del suo aguzzino.

È l’ennesimo caso di usura a cui ieri il giudice per le indagini preliminari di Nola ha posto fine accogliendo la richiesta di convalida dell’arresto formulata dal Pubblico Ministero in relazione all’arresto, in flagranza di reato, di un 42enne incensurato di Cimitile. L’uomo è gravemente indiziato del reato di usura: per lui, dunque, il magistrato ha disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Le indagini portate avanti dai Carabinieri della Stazione di Cimitile, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Nola, hanno consentito di procedere all’arresto in flagranza di reato dell’uomo indiziato del delitto di usura, attraverso l’acquisizione di numerosi atti e per mezzo di un’accurata attività di osservazione, pedinamento e controllo realizzata unitamente al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Nola.

Tale attività consentiva di accertare il pagamento della “rata usuraria” di 3mila e 500 euro trovata in possesso del 42enne. Da ulteriori controlli effettuati nella sua abitazione, i militari hanno trovato altri contanti in vario taglio e altre prove di reato.

Le indagini erano iniziate dopo la denuncia presentata da un’imprenditrice nolana 44enne che, dal novembre 2018, dopo aver ricevuto in prestito dall’uomo circa 20mila euro, era stata costretta a restituirne 170mila a titolo di soli interessi oltre ad ulteriori 240mila euro: questa somma era stata calcolata dal 42enne stesso che avrebbe applicato un 10% di interessi per ogni giorno di ritardo nella corresponsione della rata.

Tale vorticoso sistema usurario aveva così portato la vittima a elargire per tanti anni notevoli somme rimanendo, nonostante ciò, sempre schiava del proprio debito, il quale, a causa degli elevatissimi interessi, aveva raggiunto ormai proporzioni inverosimili rispetto al debito originario.

L’indagato, a seguito dell’arresto, è stato trasferito nel carcere di Poggioreale ed è in attesa di giudizio.

È obbligo rilevare che il destinatario della misura cautelare è, allo stato, solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.