Aveva preso le distanze dal padre per ricostruire il clan: arrestato il figlio di “Sandokan”

Aveva preso le distanze dal padre per ricostruire il clan: arrestato il figlio di “Sandokan”

Emanuele Libero Schiavone, 36 anni, in manette con quello che è considerato il suo alleato, il 20enne Francesco Reccia


CASAL DI PRINCIPE – Nella sua testa un’unica volontà: quello di ricostituire il clan dei Casalesi messo in ginocchio da arresti e collaboratori di giustizia. E per questo aveva preso le distanze dalla decisione del padre: fermo convalidato dopo l’arresto per per Emanuele Libero Schiavone, 36enne figlio di Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, (entrambi nella foto) il capoclan dei Casalesi di recente diventato collaboratore di giustizia.

Con lui è finito in manette quello che per gli inquirenti è il suo alleato: Francesco Reccia, 20 anni, figlio del ras Oreste Reccia. I due sono stati bloccati a Napoli, in zona Santa Lucia, il 15 giugno scorso: il decreto di fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia perché Schiavone e Reccia sono ritenuti responsabili di detenzione e porto illegale di armi da sparo in luogo pubblico. A loro viene contestata anche l’aggravante mafiosa perché, da quanto emerso dalle indagini, si sarebbero armati per rispondere ai raid intimidatori messi a segno dai rivali nei loro confronti lo scorso 7 giugno, quando vennero esplosi colpi di pistola anche contro l’edificio in cui abita la famiglia Schiavone. Secondo gli inquirenti, una guerra in atto tra clan per il controllo delle piazza di spaccio di Casal di Principe.

Nel corso dell’esecuzione del provvedimento i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato oltre 11mila euro in contanti. Il fermo è stato convalidato ieri mattina, 18 giugno, dal gip presso il Tribunale di Napoli, a seguito dell’interrogatorio; il giudice ha disposto per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere.