È iniziata l’ennesima stagione dei roghi, ma nessuno si muove: a chi interessa davvero?

È iniziata l’ennesima stagione dei roghi, ma nessuno si muove: a chi interessa davvero?

In fiamme rifiuti da un lato ed ettari di terreno dall’altro: dal Governo nessuna risposta


Aria irrespirabile, caldo forte e cenere sulle case. È il “day after” del tremendo rogo scoppiato sulla collina dei Camaldoli ieri pomeriggio. Inutile chiedersi perché. Inutile ragionare su cause, effetti. Inutile meravigliarsi e sperare che qualcuno possa fare finalmente qualcosa. Perché nessuno farà qualcosa, perché niente è mai stato fatto. La stagione dei roghi, l’ennesima, è iniziata da un pezzo. Da settimane si susseguono le segnalazioni di incendi da un lato di rifiuti, dall’altro di intere aree verdi. Proprio come accaduto ieri ai Camaldoli o come accade sistematicamente nella provincia di Napoli, soprattutto nell’area nord del capoluogo partenopeo. Riunioni, confronti, discussioni, programmi. Tutto bellissimo con gli addetti ai lavori che lottano costantemente. Ma, evidentemente, non basta. Perché la sensazione è che a nessuno importi davvero di quel che accade ogni estate nei nostri territori. Perché altrimenti oltre a riunioni e blitz, qualcuno (dal Governo centrale si intende) avrebbe già stilato un programma specifico con reazioni veementi rispetto a quello che è un vero e proprio attacco alle istituzioni ma soprattutto alla salute dei cittadini.

Ogni anno è sempre la stessa storia. Mai un passo avanti, semmai 100 indietro. E mentre la Terra dei Fuochi continua a bruciare, a Roma si vota per l’Autonomia Differenziata. Perché, evidentemente, l’unico interesse di gran parte della classe politica nostrana è quella di dividere l’Italia ed affossare il Meridione. E allora, in un quadro simile, la loro priorità, il loro principale obiettivo poteva mai essere la difesa della salute dei cittadini o la Terra dei Fuochi? Non scherziamo.