Giovane aggredito dal branco nel salernitano finisce in ospedale dopo calci e pugni alla nuca

Giovane aggredito dal branco nel salernitano finisce in ospedale dopo calci e pugni alla nuca

La vittima era intervenuta per sedare una lite scoppiata tra il cugino e i suoi aggressori


SALERNO – Donato Federico Salvucci, un giovane poco più che ventenne, è finito in ospedale dopo essere stato brutalmente picchiato a Marina di Camerota. L’aggressione è avvenuta durante una delle serate del Meeting del Mare, tenutosi lo scorso fine settimana a Lentiscelle.

Aggredito selvaggiamente da un gruppo di ragazzi più grandi, il giovane è stato colpito ripetutamente con calci e pugni, con un colpo sferrato alla nuca da parte di un 30enne del posto. Secondo una prima ricostruzione, Donato stava mangiando una pizza con alcuni amici di Marina di Camerota quando è intervenuto per difendere un cugino preso di mira da altri ragazzi più grandi, e in quel momento è stato colpito più volte alla nuca.

Dopo l’aggressione, il giovane è tornato a casa, ma ha iniziato a vomitare e a sentirsi male. Preoccupati, i suoi genitori, hanno chiamato il 118. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, i medici gli hanno dato una prognosi di 40 giorni. Tuttavia, la situazione non è migliorata e ieri mattina i genitori lo hanno portato nuovamente in ospedale a Sapri poiché il giovane lamentava forti dolori alla testa.

Indignati, i genitori del ventenne hanno presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Marina di Camerota. “Nostro figlio è stato preso di mira da un branco di incivili. Le immagini del video che circola sono indescrivibili – hanno dichiarato – la legge deve fare il suo corso e punire severamente i responsabili. Non è stata una semplice lite tra ragazzi. Nostro figlio è stato brutalmente picchiato da una banda di ragazzi più grandi”.

Le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno analizzando il materiale video fornito dai genitori per identificare gli autori dell’aggressione, con tutta probabilità compaesani.