Investita e uccisa in mare, l’avvocato indagato: “Se è finita sotto la mia barca, me ne assumerò la responsabilità”

Investita e uccisa in mare, l’avvocato indagato: “Se è finita sotto la mia barca, me ne assumerò la responsabilità”

Il noto penalista napoletano interrogato dopo la morte della 30enne Cristina


NAPOLI – “Né io né i miei 6 ospiti abbiamo avvertito alcun impatto. Uno dei miei ospiti ha visto a poppa un ragazzo sbracciarsi e siamo tornati indietro per soccorrerlo. Lui ha detto che la ragazza era stata investita da una barca velocissima, eravamo convinti che non fosse la mia. Più di soccorrerlo e dare l’allarme non potevamo fare”. Sono le parole di Guido Furgiuele, 50enne noto avvocato napoletano che risulta oggi indagato per la morte della 30enne Cristina Frazzica, travolta da una barca e uccisa mentre era in kayak con un amico a largo di Posillipo.

Nessuna percezione dell’impatto, dunque, ma soltanto l’attenzione che viene attirata da un ragazzo, in mare, a quanto pare da solo, che dice all’equipaggio di quella barca di essere stati travolti da una barca velocissima e che con lui ci fosse anche un’altra ragazza. Cristina, appunto, che non ce l’avrebbe fatta. Come si legge sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, secondo l’avvocato “la mia barca non è un motoscafo velocissimo, quindi non abbiamo associato che l’incidente potesse essere stato causato da noi. Sono sconvolto. Al timone dell’imbarcazione c’ero io: se la ragazza è finita sotto la mia barca, me ne assumerò tutte le responsabilità, come ho già dichiarato al pubblico ministero”.